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Importante novità nella prevenzione della Leishmania!!!

5. Progetto di ricerca Scalibor®Map

Negli ultimi anni i pappataci, che sono molto sensibili alle variazioni della temperatura, hanno trovato nelle zone settentrionali dell’Italia o nelle aree interne del Centro Italia nuovi territori da colonizzare. Va poi considerato che il numero dei cani di proprietà è molto aumentato, così come gli spostamenti di questi animali tra le varie regioni, soprattutto nel periodo di attività degli insetti, ovvero quello estivo.

 

È importante dunque che la popolazione sia informata del problema, attraverso una mappatura delle zone dove è presente il flebotomo o pappatacio e dunque dove maggiore è l’incidenza del rischio di infezione. Attraverso l’European Centre for Disease Prevention and Control (Centro Europeo di Prevenzione e Controllo delle Malattie Trasmissibili), la Comunità Europea ha lanciato un programma dedicato alle malattie trasmesse da vettori, sulla base dell’evidenza dell’espansione di tali patologie e dell’aumento del fenomeno della loro importazione da altri Paesi: tra queste, la Leishmaniosi è stata considerata prioritaria.

 

Attraverso questo Programma europeo, numerose Istituzioni in Italia come l’Istituto Superiore della Sanità (ISS), che possiedono la capacità di verificare con criteri scientifici e rigorosi la distribuzione della patologia nel cane e sul nostro territorio, sono impegnate a sorvegliare e mappare con un monitoraggio continuo la diffusione del vettore nel cane. In tal modo la comunità scientifica Italiana è in grado di fornire dati aggiornati e realistici ai Centri europei dedicati al monitoraggio.

 

Il monitoraggio è un’attività fondamentale, perché attualmente, con grande rapidità, zone tradizionalmente non endemiche diventano endemiche, anche in piccoli territori.

 

Si rende noto che, la ragionevole certezza di tali dati dipende da una serie di fattori, tra cui:

  • affidabilità della diagnosi
  • riscontro ripetuto di cani infetti nei comuni analizzati
  • condizioni climatiche favorevoli alla presenza del vettore (pappataci)
  • presenza accertata di cani infetti anche in comuni contigui aventi le stesse caratteristiche climatiche.

È inoltre importante tenere presente che la mappatura dei comuni Italiani, rappresentata sulla Scalibor®Map, realizzata da Intervet/Shering-Plough Animal Health, rappresenta la situazione della presenza/assenza di infezione da Leishmania infantum allo stato attuale (febbraio 2011) ed è suscettibile di variazioni nel tempo.

La situazione rappresentata sulla Scalibor®Map, frutto degli accertamenti sierologici condotti negli ultimi 6 anni da parte degli Istituti Zooprofilattici, Università e Istituto Superiore di Sanità su oltre 500.000 campioni sierologici ha permesso di concludere quanto segue:

  1. La presenza di leishmaniosi canina endemica è stata accertata in circa 2.700 comuni, pari al 34% del totale dei comuni italiani.
  2. È stato confermato il dato generale rilevato nel corso del decennio 1990-2000, che vedeva le aree costiere tirreniche, ioniche e insulari come le più colpite: la percentuale dei comuni “positivi” in tali territori, infatti, varia dal 73% al 92%.
  3. Si assiste ad un’espansione in Italia centrale verso le aree collinari e pedemontane interne di Toscana, Umbria e Marche.
  4. La diffusione verso le aree collinari e pedemontane del Nord Italia, dimostrata nel periodo 2003-2005 con l’accertamento di una ventina di focolai endemici dal Piemonte al Veneto, risulta ulteriormente ampliata: oltre 150 comuni riscontrati positivi in Piemonte e Valle d’Aosta, una trentina in Lombardia, e 80 tra Veneto, Trentino e Friuli-Venezia Giulia.
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