Educazione e addestramento del cane - Parliamo di cani

Educazione e addestramento del cane

Perché la convivenza con il cane sia piacevole, è indispensabile che il cane venga educato all’obbedienza. Insegnargli a rimanere seduto o accucciato, non significa trasformarlo in un animale da circo, ma soltanto dargli delle regole di comportamento. Queste regole sono basilari anche nell’addestramento di quelle razze canine, destinate a rendere dei servizi all’uomo o a superare delle prove di lavoro.

Il cane deve imparare a sedersi, ad accucciarsi, rimanere in piedi: tutti movimenti che per lui sono posture naturali. Spetta a voi fargli capire a quale parola d’ordine corrisponda ogni posizione e fargliela eseguire.

E’ inutile provarci prima dei quattro-cinque mesi, perché il cucciolo non ha ancora realizzato un pieno sviluppo psicomotorio, il suo equilibrio è ancora incerto e gli è ancora difficile trovare concentrazione.

“Seduto!”

Per insegnare al cucciolo questo comando, le prime volte potete approfittare dei momenti in cui si siede spontaneamente, e accarezzarlo ripetendogli: “seduto, seduto, bravo piccolo!”

Se la posizione è incerta, esercitate una leggera pressione con una mano sul dorso, mentre con l’altra gli sollevate la testa, impedendogli di accucciarsi.
Per rendere più forte il comando orale, sistematevi di fronte al vostro cane, chiamatelo per nome e dite: ‘Seduto!”, movendo la mano dall’alto verso il basso.
Può esservi d’aiuto qualche piccolo boccone, dato di tanto in tanto, come premio per aver assunto la posizione richiesta.

“A cuccia!”

Per insegnare questo secondo ordine, il metodo è lo stesso del precedente. Approfittate dei momenti in cui il vostro cucciolo si trova nel luogo dove di solito ama accucciarsi. In seguito anche in altri luoghi, unendo all’ordine il gesto della mano che si abbassa verso il pavimento. Se il cane invece di accucciarsi si siede, aiutatelo dolcemente a scendere più in basso: con una mano spingete sul suo dorso e con l’altra tirate in avanti dolcemente le zampe anteriori. Il tutto va fatto con una certa rapidità, in modo che il cane non abbia tempo di dibattersi.

“In piedi!”

Insegnare al cane a rimanere in piedi, è indispensabile se pensate di farlo partecipare a delle esposizioni. Infatti sul ring i giudici esigono che i cani rimangano in piedi, nella posizione detta ‘standard’, per osservare i loro appiombi, la linea del dorso e tutti gli altri particolari.

Per insegnargli questa posizione, tenetelo d’occhio. Quando vedete che il cane si sta accucciando, fate un passo verso di lui ed il cane, sempre pronto a seguirvi, rimarrà in piedi. Se si siede, dategli delle piccole scosse col guinzaglio. Il complimento ‘in piedi, così va bene!’ sia sempre accompagnato da un boccone goloso. Soltanto la ripetizione dell’esercizio, che dovrebbe di volta in volta prolungarsi, consentirà al cane di comprendere bene quale posizione corrisponda all’ordine.

“Fermo!”

Quando il cane ha ben compreso gli ordini ‘seduto1′ ed ‘a cuccia!’, aumentare i tempi di posa potrebbe essere utile, per esempio se dovete lasciarlo per qualche istante davanti ad un negozio.

Incominciate ad ordinare al cane le frasi: ‘seduto, non muoverti!’ o ‘a cuccia, non muoverti!’, senza pronunciare il suo nome. Poi ponete accanto al cane un oggetto familiare ed indietreggiate di qualche passo, facendo con la mano il gesto che corrisponde alla posizione richiesta. Non smettete di guardarlo e congratulatevi con lui per la sua obbedienza. La vostra voce gli darà fiducia.

Se il cane accenna a seguirvi, un ‘No!’ categorico gli farà capire che sta sbagliando. Riportatelo al posto iniziale con una carezza ed una parola di incoraggiamento, e cominciare daccapo.

Se ripete l’errore, non insistete e soprattutto non punitelo: l’educazione deve svolgersi con dolcezza. Fatelo calmare ed attendete alcuni minuti prima di riprendere l’esercizio.

Dopo una decina di prove il cane dovrebbe aver capito ciò che volete da lui. Allora potete andare avanti nell’esercizio, indietreggiando a destra e a sinistra, sempre più lontano, fino a scomparire dalla sua vista, prima per alcuni secondi, poi per qualche minuto.

Se vi cerca evitate di chiamarlo. Ritornate verso di lui e rimettetelo in posizione.

Non dovete mai abusare della sua obbedienza: allo scadere dei quindici minuti, anche il cane più educato e disponibile perderà la pazienza.

“Richiamo”

Qualsiasi compito vogliate dare al vostro cane, sia quello della compagnia, che lo svolgimento di un lavoro, è indispensabile per motivi di sicurezza, che l’animale impari a tornare accanto a voi, quando lo chiamate, in qualsiasi circostanza.

Sentendo il proprio nome, seguito dall’ordine ‘al piede!’, il cane deve ritornare senza esitazione alla destra del padrone, in posizione seduto o semplicemente per lasciarsi mettere il guinzaglio.

Solo quando il cane avrà imparato ad obbedire all’ordine del richiamo, sarà possibile, per chi lo voglia, passare dall’educazione all’addestramento.
Le prime volte potete esercitare il vostro cane all’ora dei pasti, sfruttando il richiamo del cibo per farlo tornare.

Chiamate il cane per nome, seguito sempre dall’ordine ‘al piede!’, e dopo gli date la sua scodella. Se il cane non esegue correttamente l’esercizio, aiutatelo voi a posizionarsi alla vostra destra, forzandolo a sedersi. Solo quando avrà eseguito l’esercizio, gli darete la ciotola, gratificandolo con molte carezze.

Non dovete dare la ciotola col cibo all’animale che non abbia eseguito l’esercizio, perché non deve associare la ricompensa alla mancata esecuzione dell’ordine.

Quando il cane avrà compreso l’ordine del richiamo al momento dei pasti, proponeteglielo anche in altri orari. E’ necessario gratificarlo sempre con una ricompensa, per evitare che perda interesse a ciò che sta facendo. Per il cucciolo la ricompensa dovrà essere consistente ed invitante; mano a mano che il cane crescerà ed imparerà ed eseguire i diversi ordini, il cibo sarà sostituito da una carezza, una pacca affettuosa, un gioco.

Se il cane dovesse avere difficoltà as eseguire l’ordine del richiamo, provate ad attaccare al collare una lunga corda, tirandola delicatamente, sempre ripetendo l’ordine, e quando il cane sarà vicino a voi, lo gratificherete come se avesse eseguito l’ordine di sua volontà.

E’ molto importante dare al cane sempre lo stesso ordine, possibilmente sempre con la stessa intonazione, senza aggressività o irritazione. Se cambiate le frasi dell’ordine o l’intonazione, il vostro cane impiegherà più tempo ad imparare l’esecuzione degli esercizi.

Successivamente, sempre senza abusare della sua pazienza, ripetete il richiamo anche mentre sta mangiando o giocando, per abituarlo ad obbedire in qualsiasi circostanza.

Quando il cane si trova molto distante da voi, può essere utile l’uso di un fischietto. In questo caso il suono del fischietto ad un gesto, per esempio puntando l’indice della mano verso il vostro piede o battendovi la coscia.

“Il rifiuto dell’esca”

L’apprendimento del rifiuto di esca è abbastanza laborioso e va riservato a quei cani che vivono in giardino e sono quindi esposti alle iniziative delinquenziali di malintenzionati o di vicini di casa, che gli offrono bocconi avvelenati, per sbarazzarsi di un animale importuno e rumoroso.

Si tratta di un comportamento che va insegnato verso i dieci, dodici mesi, quando l’animale ha compreso quali siano gli orari dei pasti ed ha già imparato ad obbedire agli altri ordini.

I metodi di insegnamento sono parecchi, ma tutti richiedono il rispetto di alcune regole fondamentali:

  • non date mai cibo al vostro cane al di fuori dei pasti;
  • non offritegli mai del cibo quando siete a tavola ( e questa regola è fondamentale anche per la vostra tranquillità personale);
  • non consentite mai a nessuno dei parenti o degli invitati di dare bocconi al vostro cane;
  • date da mangiare al cane sempre alle stesse ore, nella stessa ciotola e nello stesso posto;
  • non dategli da mangiare in mano;
  • non permettetegli di raccogliere cibo durante le passeggiate;

Dopo aver acquisito queste buone abitudini, si può passare all’insegnamento del rifiuto dell’esca.

Vi serve l’aiuto di una persona sicura di sé, che il cane non conosce.

Questa persona dovrà lanciare o offrire al cane dei bocconi che gli risultino sgradevoli: bocconi di carne ricchi di pepe, senape forte o peperoncino, bocconi che avvolgono un palloncino che scoppierà sotto i denti, o bocconi fissati ad un elastico che gli scatterà sul muso, nel momento in cui cercherà di prenderli. O ancora legare il boccone a barattoli di conserva vuoti, che gli cadranno addosso nel momento in cui lo afferra. O gettargli addosso senza farsi vedere, della ghiaia o dell’acqua.

Evitare il più possibile sia l’uso delle mani per colpire l’animale che si impossessa dell’esca, sia l’uso di collari elettrici che, per quanto a basso voltaggio, non si sa bene quali ripercussioni possano avere sul carattere dell’animale.

Quando il cane si avvicinerà all’esca, dovete dirgli con forza ‘non toccare!’. E gli esercizi dovranno continuare finché l’animale non capirà che deve obbedire. In seguito sarà opportuno riprendere di tanto in tanto l’esercizio, per ravvivare il ricordo dell’animale su questo preciso comportamento.

E’ inutile ricordare che la razione di cibo del cane deve essere sufficiente a non fargli sentire la fame al di fuori dell’ora dei pasti.

Non in Italia, ma in alcuni Paesi, il rifiuto di esca costituisce una prova di gara, che si svolge secondo regole precise.

Il giudice sceglie i posti in cui posizionare sei esche di natura diversa e che siano abbastanza grosse da essere visibili. Il cane deve compiere il percorso senza mai raccogliere né leccare nessuna di queste esche.

Successivamente il cane, accucciato ed in assenza del padrone, dovrà rifiutare quattro esche lanciate da una persona posta a tre metri di distanza. Il cane non deve né afferrare, né leccare, né mangiare né impadronirsi delle esche.

Alla fine delle prove il padrone richiama al piede il proprio cane.

Consigli utili per iniziare l’educazione

  • Scegliete un luogo tranquillo, dove non ci siano distrazioni;
  • Ponetevi all’opera con animo tranquillo e create un’atmosfera distesa e calorosa. Se siete ansiosi, lo sarà anche il vostro cane.
  • Cominciate con sedute di cinque minuti, protraendole poco per volta. Un cucciolo è come un bambino: la sua attenzione è limitata nel tempo;
  • Intervallate gli esercizi con il gioco: è il miglior modo per mostrare al cane che siete contenti di lui;
  • Non abbiate mai fretta e assicuratevi che il cane abbia imparato bene un comando, prima di passare al successivo;
  • Ripetete di tanto in tanto gli esercizi, anche in luoghi diversi. Ma tutto questo non deve diventare ossessivo, deve essere soltanto utile.

Addestramento del cane

Tutti i cani devono essere educati per convivere con il padrone e nella società. Invece devono essere addestrati quei cani a quali è necessario insegnare come svolgere il lavoro che gli sarà affidato. Perciò tutti i cani di utilità devono essere addestrati, i cani da guardia, i cani da caccia, da tartufo e così via.

Per addestrare il cane è meglio che il padrone si faccia aiutare da un Addestratore o da un Educatore Cinofilo. Ce ne sono di molto bravi e qualificati, che usano il metodo ‘gentile’, vale a dire che non strapazzano il cane né lo puniscono quando sbaglia, e non usano mezzi dannosi alla sua salute (es. collari elettrici), ma cercano di fare leva sulla disponibilità spontanea del cane e sul suo naturale desiderio di compiacere l’uomo.

Se volete farvi un’idea dell’addestramento canino e sapere in cosa consista, ne troverete cenni abbastanza dettagliati in tutti i capitoli che riguardano il cane utile ed il cane da lavoro.