Cani da soccorso - Parliamo di cani

Cani da soccorso

UCIS – Unità Cinofile Italiane da Soccorso

Nata nel 1988, l’UCIS riunisce in un unico ente tutti coloro che si dedicano al soccorso del prossimo nelle più svariate situazioni di pericolo. Essa si pone al servizio di coloro che, a fini umanitari, gestiscono ed istruiscono le unità cinofile, facendo da intermediaria tra istituzioni, enti e privati.

L’UCIS è associata all’E.N.C.I. (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) lavora in continuo rapporto con il Dipartimento della Protezione Civile e fa parte del Comitato di volontariato di questo Dipartimento. L’UCIS si occupa anche di istituire corsi per conseguire la qualifica di Istruttore UCIS. I soci dell’UCIS sono distribuiti su tutto il territorio italiano, così da poster intervenire tempestivamente in caso di bisogno. www.ucis.org

Addestramento del cane da catastrofe

Questo lavoro umanitario necessita di alta professionalità e capacità dei cani. Perciò la Protezione Civile ha disposto test di controllo per valutare l’effettiva rispondenza al compito, obbligando l’animale a superare due prove per esservi ammesso. Non solo, ma la capacità operativa deve essere verificata periodicamente da test che confermino una buona forma psicofisica.

Intanto si inizia con la scelta di soggetti che siano validi dal punto di vista fisico e psichico e sia di sana e robusta costituzione. Non sono selezionati solo cani di razza, perché a volte i meticci danno risultati altrettanto validi, se non superiori. Il cucciolo viene educato dal conduttore sin dai primi mesi di vita, ma l’addestramento specifico incomincia al raggiungimento dello sviluppo fisico.

Ricerca di persone scomparse in superficie

E’ il tipo di soccorso che impegna il maggior numero di cani, perché ogni anno sono richiesti molti interventi di questo genere: persone che scompaiono, persone in balia di condizioni atmosferiche avverse o che hanno subito incidenti. Tutti casi nei quali è necessario intervenire con rapidità e con cani addestrati ad individuare ogni minima traccia ed a continuare la ricerca anche nelle ore notturne, per condurre i soccorritori fino alla persona dispersa. E’ evidente che il lavoro dell’Unità Cinofila diventa ancora più difficile se la chiamata è stata effettuata in ritardo o le condizioni climatiche del momento non sono buone, o se il territorio da percorrere è accidentato. Anche l’intervento dei parenti e delle forze dell’ordine nel luogo della scomparsa, rischia alle volte di inquinare le tracce rimaste sul terreno.

Ricerca di persone sepolte sotto le valanghe

Per questo tipo di soccorso sono chiamati conduttori e cani che abbiano già avuto esperienze un montagna. Essi in genere vengono calati sul luogo dell’incidente per mezzo di elicotteri, ed è quindi necessario che abbiano ricevuto uno addestramento specifico ed ad alto livello, e che tra conduttore e cane vi sia un’intesa completa.

Il cane ideale è di dimensioni medie, ma con un sottopelo lanoso e caldo. Resistente e ben addestrato a mantenere la calma anche nelle condizioni più difficili, senza farsi distrarre dal continuo traffico degli elicotteri e dal lavoro frenetico dei soccorritori.

Durante l’inverno 1990-1991 ventotto persone sono state salvate sui pendii della Savoia grazie alla bravura ed alla velocità dei cani da valanga: 21 sono state liberate in meno di 15 minuti, 2 tra i 15 ed i 30 minuti, e 5 fra la mezz’ora e l’ora.

Salvataggio in acqua

Anche per questo tipo di soccorso è necessario che la coppia conduttore-cane abbia avuto un addestramento specifico. In genere vengono utilizzati Terranova e Labrador, cani che hanno un’enorme resistenza nell’acqua ed un naturale istinto al salvataggio. Essi possono lavorare in acqua anche a temperature molto basse ed hanno la forza fisica necessaria al traino di persone e piccole imbarcazioni. Ma rimane il Terranova il cane da salvataggio per eccellenza. La storia racconta che i marinai delle navi per la pesca del merluzzo, non si imbarcavano se a bordo non c’era un Terranova. Questo cane provvedeva a recuperare i pesci che sfuggivano dalle reti e, quando sentiva arrivare una tempesta, faceva provviste di pesce in previsione del cattivo tempo.

Il Terranova non è un cane facile da addestrare, perché è molto indipendente e testardo e refrattario all’autorità. L’unico sistema di insegnamento che lo trova sempre pronto e consenziente è quello del gioco in acqua e dei complimenti del padrone, del quale ama condividere il divertimento. E’ ovvio che un cane da salvataggio in acqua non può avere la stessa rapidità ed efficienza di mezzi di soccorso motorizzati ed organizzati. Ma se l’equipe di questi mezzi si avvalesse anche di unità cinofile, aumenterebbe di sicuro la possibilità di salvare vite umane. Il Terranova, diversamente dalle imbarcazioni, può avvicinarsi alle coste rocciosa e, quando un battello affonda e la vedetta di salvataggio e l’elicottero non possono salvare contemporaneamente tutti i superstiti, esso può fungere da boa di salvataggio per i naufraghi presi dal panico.

Aneddoti

Quando Napoleone decise di fuggire dall’isola d’Elba, doveva salire a bordo di una scialuppa che lo trasportasse al largo, dove lo attendeva l’Incostant. Ma, al momento di imbarcarsi, scivolò e cadde in acqua, e fu riportato a riva dal Terranova di un marinaio, che lo trascinò addentando il colletto del cappotto. Anche Lord Byron, salvato da bambino al Terranova Boatswain, disse a proposito di questo cane: “Possiede tutte le virtù dell’uomo, senza i suoi vizi”.

Ricerca di persone sepolte sotto le macerie

Anche in questo tipo di soccorso, quando si tratta di cercare persone sepolte a seguito di terremoti, esplosioni, frane, crolli, un cane ben addestrato ed in perfetta sintonia col proprio conduttore, riesce col suo fiuto a superare i più sofisticati mezzi tecnologici. La specializzazione si traduce in rapidità ed un intervento rapido spesso riesce a salvare la vita di una persona. Un essere umano non ha le risorse necessarie per sopravvivere sotto le macerie, per un periodo di tempo superiore ai 10/12 giorni.

Qualsiasi cane può diventare un cane da catastrofe, la razza non ha grande importanza. Fino ad oggi è il Pastore Tedesco a dominare, ma anche il Pastore Belga, il Boxer, il Pastore Bergamasco, il Pastore della Brie, il Pastore della Beauce … ed anche meticci di ogni genere.

In un’ipotetica gara tra il cane ed i mezzi tecnologici, ad esempio il geofono Capson, vince sicuramente il cane. Questo geofono infatti, capta, amplificandoli, solo i rumori prodotti da vittime coscienti, e solo in condizione di un assoluto silenzio esterno, condizione difficile da ottenere sul luogo di una sciagura. Invece il cane addestrato, grazie al suo naso, ritrova persone morte o vive in mezzo al fumo ed al rumore, anche nella più completa oscurità. Ed il cane indica pure con quale celerità bisogna intervenire. Se scopre una persona viva, si mette ad abbaiare festosamente; l’odore della persona deceduta, invece, spaventa il cane, che si blocca in posizione di ferma o ulula lamentosamente con la coda tra le zampe.