Sensi - Parliamo di cani

Sensi

Vista

Quella del cane non è eccezionale, anche se è probabile che l’acuità visiva vari da una razza all’altra in base alla razza e che, ad esempio, le razze selezionate per la cattura della selvaggina, siano più dotate di altre. Non è vero che il cane veda in bianco e nero: il cane vede a colori, anche se la sua capacità di distinguere le sfumature è molto meno sviluppata che non in altri animali, come per esempio gli uccelli. Per il cane che esamina ciò che lo circonda, la vista non è il senso principale, ma piuttosto un mezzo secondario che lo aiuta a perfezionare informazioni ricevute tramite altri mezzi.

Udito

Il cane, a differenza dell’uomo, percepisce gli ultrasuoni e quindi dispone di una fonte supplementare di informazioni. Inoltre, essendo dotato di un padiglione auricolare orientabile, riesce con facilità a captare tutti i rumori che lo circondano, da qualsiasi direzione provengano. La comparsa dell’udito, verso il 21° giorno di vita, segna l’inizio della socializzazione del cucciolo. Infatti l’attitudine a riconoscere i diversi suoni emessi dai suoi simili è determinante per il suo sviluppo. I soggetti che odono male i suoni, a causa di un insufficiente numero di recettori (molto spesso ciò capita nei Dalmati), fanno molta fatica ad integrarsi in un gruppo.

Olfatto

Pur temendo presente che esistono differenze molto forti tra le varie razze, a causa della maggiore o minore densità dei recettori presenti sulle mucose delle vie nasali, il cane è sicuramente una delle specie animali meglio dotate dal punto di vista dell’olfatto. E lo sviluppo ottimale del fiuto è in stretta relazione con la ricchezza dell’ambiente in cui crescono i cuccioli. La qualità del fiuto è fondamentale per un cane, perché l’olfatto ha un ruolo fondamentale nella sua vita sociale. E’ a partire dagli odori e dai feromoni emessi da ciascun appartenente allo stesso gruppo, che viene stabilita la gerarchia.

La predominanza dell’olfatto ha ripercussioni su tante cose, come, ad esempio, sulla percezione del tempo. Mentre per l’uomo un oggetto cessa di esistere appena scompare dalla sua vista, per il cane la presenza dell’oggetto continua finché ne permane l’odore.

Come ogni apparato sensoriale, il sistema olfattivo deve essere orientato nella direzione più favorevole per la ricezione del massimo livello di segnali. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di cani da caccia o da pista. La selezione e il tipo di selvaggina hanno condizionato il modo di cerca del cane. I segugi cercano col naso a terra, invece molti cani da caccia per piccola selvaggina o per selvaggina da penna, cercano col naso per aria. L’olfatto ha anche la particolarità di affinarsi mano a mano che la sorgente che emette gli stimoli olfattiva si avvicina. Perciò i cani da caccia spesso si mettono sottovento per portarsi verso la preda, col vantaggio di non farsi individuare dalla preda stessa. Ci sono poi alcuni cani da caccia che adoperano poco l’olfatto: è il caso dei Levrieri, che, pur potendo scovare la preda con l’odore, si servono altrettanto bene della vista.

L’olfatto per i cani è anche un mezzo di comunicazione. Essi infatti sono capaci di scoprire concentrazioni di acido butirrico o acetico, un milione di volte più deboli di quelle che è in grado di percepire l’uomo.

I cani poi, emettono diverse secrezioni odorose, che servono a diffondere altrettanti messaggi. In particolare, le ghiandole perianali, producono una secrezione maleodorante, che viene utilizzata per contrassegnare certe parti della zona nella quale vivono. E siccome questa secrezione varia in funzione del ciclo di riproduzione, essa costituisce anche un segno di attività sessuale.

Anche l’urina è un vettore di informazioni. In presenza di urina emessa da una cagna in calore, il 58,3% dei maschi gratta il suolo, il 66,6% lecca l’urina. Si comprende quindi quanto l’olfatto sia importante per i cani, e come ci si debba preoccupare di ogni segno che faccia sospettare un’infezione nasale.

Tatto

Il tatto del cane è mediocre a livello degli arti, perché il tessuto dei cuscinetti plantari non permette di ricevere informazioni di una qualche precisione.

Gusto

Nel cane il gusto non è molto sviluppato ed è strettamente collegato all’olfatto: quando con l’olfatto sente un odore gradevole, emetta saliva in eccesso, soprattutto se si tratta di cibo. Il cane possiede un numero di papille gustative di gran lunga inferiore a quello dell’uomo, perciò non è in grado di distinguere le sfumature dei sapori.

Il sesto senso

Spesso la stampa racconta episodi che riguardano cani che si sono resi capaci di imprese che non sembrano avere una spiegazione razionale, ma il cui numero è tale da indurre gli studiosi a parlare di sesto senso. Il caso più frequente è quello dell’animale che raggiunge il proprietario in luoghi già conosciuti in passato, ma ne esistono di molto più sconcertanti.

Se la distanza che lo separa dal padrone è breve, si è pensato che il cane, spinto dalla fame o dall’inquietudine, riesca a determinare una direzione generale e che poi proceda tra tentativi ed errori, basandosi sulla sua memoria associativa.

Ma la situazione si complica quando la distanza aumenta. Tuttavia, se il cane riesce a rintracciare una persona in mezzo ad una densa folla, si può sempre spiegarlo con il suo odorato, che è infinitamente superiore a quello dell’uomo.

Ci sono invece delle storie straordinarie, per le quali è difficile trovare una spiegazione che risponda alla ragione umana, e vale la pena di raccontarne qualcuna.

Jean Prier nel libro “L’ame des animaux” racconta la storia del Chow-Chow Yang. I suoi padroni che abitano a Metz, hanno la figlia Teresa, che studia a Parigi e torna a casa ogni venerdì sera.Yang ogni settimana li accompagna a condurla ed a riprenderla alla stazione. Un giorno la ragazza telefona per avvertire che non rientrerà a Metz. Yang, come se avesse capito, raggiunge la stazione e sale su un treno per Parigi. Alla stazione di Bar-le-Duc, i pompieri tentano di prendere il Chow-Chow, che fa resistenza.Alla fine riescono a domarlo dopo un folle inseguimento.

Il caso di Yang non è unico. Per raggiungere il proprio padrone, molti cani hanno preso la carrozza a cavalli o il battello. Il Fox-Terrier di Clemanceau prendeva regolarmente la carrozza a cavalli. Le spiegazioni cercate a tali comportamenti, non soddisfano del tutto. Gioca un ruolo il campo magnetico terrestre? Quali vibrazioni avverte il cane? La telepatia può intervenire tra cane e padrone? D’altra parte sono le uniche spiegazioni possibili, quando un cane raggiunge un padrone in un luogo dove non è mai stato prima.

Altri fenomeni inspiegabili.

Verso il 1920 lo psicologo russo Bekhterev , con la collaborazione dell’addestratore Durov, fevce alcuni esperimenti. Egli mise una palla di carta sotto la tavola. Bisognava quindi convincere il Fox-Terrier ad andare a prenderla. L’addestratore gli diede l’ordine col pensiero ed il cane la prese. E Bekhterev potè verificare che Durov non utilizzava alcun artificio.

In un ospedale di New York lo psicologo Aristide Esser, sistemò due locali molto distanti l’uno dall’altro e ricoprì di rane le pareti di entrambi. Tra di essi non era possibile alcun tipo di comunicazione e, a causa delle pareti insonorizzate, non si poteva trasmettere alcuna vibrazione dall’interno verso l’esterno. Una cagna di boxer ed il suo cucciolo furono posti ciascuno in una stanza. Essi erano stati abituati a coricarsi quando un giornale arrotolato veniva agitato davanti a loro. L’esperimento di Esser consistette in questo: il giornale fu agitato davanti al cucciolo ed esso, come al solito, si accucciò. La cosa incredibile fu che nello stesso momento, anche la mamma si accucciò nella stanza accanto.

In un altro esperimento un Boxer fu messo in una delle stanze. Nell’altra si fece entrare il suo padrone, che un uomo finse di picchiare: immediatamente il cane tentò di gettarsi in suo soccorso.

E ancora, un Pastore Tedesco si riposava in un fienile, ai piedi del padrone. All’improvviso si levò, gemette e tirò il padrone per i pantaloni. Un istante dopo una grossa trave cadde proprio dove prima era l’uomo. Si trattò di una premonizione, o il cane aveva notato che la trave stava cedendo? O, col suo udito più raffinato, aveva percepito qualche scricchiolio? Nessuno può dirlo.

Ma questo è sicuramente l’episodio più inquietante.  Nel 1970 un Pastore Tedesco di nome Caid, era solo con la padrona, il cui marito lavorava in un cantiere. Ad un tratto il cane si accucciò, immobile, con le zampe tese e gli occhi fissi. Per dodici minuti rifiutò di muoversi. Poi si alzò gemendo, come in preda ad un forte dolore. Più tardi la donna apprese che, nello stesso momento in cui il cane si era fermato, suo marito era stato ucciso da una escavatrice e che la sua agonia era durata dodici minuti.