Riproduzione

Ciclo sessuale della femmina

La femmina raggiunge la maturità sessuale tra i sei ed i quindici mesi, ma a volte quelle appartenenti a razze di piccola taglia, sono più precoci. L’estro si manifesta con il “calore” ed è accompagnato da alcune modificazioni anatomiche e fisiologiche particolari: rigonfiamento della vulva e perdite di sangue. Le cagne vengono definite monoestrali poiché presentano un solo estro durante ogni stagione riproduttiva.

Il ciclo può essere suddiviso in quattro fasi: proestro, estro, metestro e anestro.

Il proestro, che dura in media nove giorni (da due a ventisette giorni), rappresenta l’inizio del calore. L’estro, il momento in cui la cagna accetta il maschio, è immediatamente successivo al proestro; tale fase dura in media nove giorni (da tre a ventuno giorni) e l’ovulazione avviene spontaneamente all’inizio di questa fase. Se non si ha una gravidanza l’estro è seguito dal diestro che dura in media novanta giorni. I livelli ormonali ematici sono simili a quelli riscontrati in gravidanza e in tale stadio la femmina può mostrare segni di pseudogravidanza. Il metestro viene suddiviso in stadio progressivo e regressivo in base all’attività del corpo luteo:

il primo stadio si riferisce al periodo di sviluppo del corpo luteo dopo l’estro (circa venti giorni), mentre il secondo stadio dura dal momento dell’inizio della regressione del corpo luteo fino a quando l’utero ritorna in stadio di anestro (circa settanta giorni). L’anestro è il periodo di inattività sessuale tra i cicli e dura in media settantacinque giorni.

Proestro

Si manifesta con un gonfiore della vulva e perdite di sangue. In questa fase la femmina attira i maschi, ma rifiuta l’accoppiamento. Il prostro corrisponde alla maturazione del follicolo ovario, durante la quale il tasso degli estrogeni aumenta.

Estro

E’ la fase durante la quale si ha l’ovulazione e la femmina accetta il maschio. Durante l’estro la vulva rimane gonfia, ma le perdite diminuiscono. Nel sangue il tasso di estrogeni crolla, mentre si alza bruscamente quello dell’ormone luteinizzante (LH) e quello del progesterone, fenomeno che avviene poco prima della maturazione del follicolo. L’innalzamento del progesterone oggi consente di effettuare alcuni test ematici in grado di stabilire con precisione il momento dell’ovulazione.

Metestro

Nelle femmine non gravide, è caratterizzato dalle regressioni anatomo-fisiologiche di tutte le manifestazioni che caratterizzano la fase estrale. Invece per le femmine che si sono accoppiate, è il momento della gestazione, del parto e dell’allattamento. In questo periodo inoltre, nelle femmine non gravide, si possono manifestare delle anomalie dell’apparato mammario, che vanno sotto il nome di pseudo-gravidanza, di gravidanza isterica o falsa gravidanza Anestro – E’ il periodo di riposo ormonale.

Accoppiamento

Per chi voglia far accoppiare il proprio cane è importante conoscere il ciclo sessuale, perché l’accoppiamento deve avvenire durante l’estro e più precisamente nel periodo dell’ovulazione, vale a dire tra il 9° ed il 13° giorno. Oggi l’esame citologico dello striscio vaginale, può aiutare ad individuare il momento ottimale. Nella cagna la gestazione dura in media sessanta giorni. Nelle prime tre settimane si formano gli organi dell’embrione. In seguito la crescita del feto avviene prima lentamente, poi molto velocemente negli ultimi venti giorni.

Contemporaneamente l’utero si modifica nella forma, nel volume e nell’aspetto. Ogni rigonfiamento di un corno corrisponde ad un feto. I corni uterini si ingrossano e si stendono su tutta la parete dell’addome in direzione del diaframma. Piano piano la vagina si allunga sotto il peso dell’utero. Il collo dell’utero viene ostruito da una secrezione mucosa molto spessa, il tappo mucoso, che sarà eliminato solo col parto. Le ovaie contengono il corpo luteo che produce il progesterone. Le mammelle poco alla volta si ipertrofizzano, i capezzoli sporgono e diventano turgidi verso il trentacinquesimo giorno. Dal quarantacinquesimo invece, ridiventano morbidi e possono assumere un colorito bluastro. Due o tre giorni prima del parto, può fuoriuscire latte dai capezzoli.

Problemi di gestazione

Aborto

Nella cagna l’aborto non infettivo può essere di varia natura: traumatica, tossica, nutrizionale, genetica o ormonale. Alle volte una insufficiente secrezione di progesterone da parte della placenta nel momento in cui dà il cambio al corpo luteo, potrebbe essere responsabile di una serie di aborti di una stessa cagna nello stesso periodo. Però a volte gli aborti sono causati da infezione. Possono essere dovuti a salmonella, leptospirsi, streptococchi, virus del cimurro o dell’epatite infettiva, o al parassita agente della toxoplasmosi. Se in uno stesso canile si verificano aborti multipli associati ad altri sintomi (mortalità anormale dei cuccioli, infiammazione degli organi genitali dei maschi), si può sospettare la presenza della brucellosi canina.

Gestazione extrauterina

Nella cagna essa può verificarsi solo a seguito della rottura dell’utero nel corso della gestazione. Questa rottura può essere causata da un incidente o da una torsione dell’utero. Quando i feti cadono nella cavità addominale, il più delle volte soccombono. Comunque, se la circolazione placentare continua a sussistere, essi continuano a vivere fino al parto. E’ difficile diagnosticare una gestazione extrauterina, a meno che la cagna non presenti dei segni di emorragia in seguito alla rottura dei grossi vasi che irrigano l’utero. Se la rottura dell’utero avviene all’inizio della gestazione ed il contenuto dell’utero è asettico, i feti extrauterini si mummificano ed il liquido si riassorbe. E la cagna non sembra soffrirne. Diversamente, se l’utero racchiude del pus, la peritonite può essere mortale. Sono allora indispensabili un’isterectomia ed una rianimazione attenta dell’animale, ma e possibilità di salvare i cuccioli e la madre sono molto scarse.

Torsione uterina

Questa patologia, per fortuna rara, è tuttora di origine sconosciuta. La cagna soffre di forti dolori addominali ed il parto è impossibile. Bisogna intervenire immediatamente con l’isterectomia, altrimenti l’animale è destinato a morire.

Ernia dell’utero

Consiste nell’uscita della totalità o di una parte dell’utero attraverso un’apertura naturale fuori dalla cavità addominale, senza che vi sia rottura della pelle. Quella più frequente è l’ernia inguinale. A volte l’ernia esiste da prima della gestazione, ma può anche essere conseguenza di un trauma. Il parto è compromesso e bisogna ricorrere all’isterectomia chirurgica.

Parto

Normalmente il parto avviene tra il 59° ed il 63° giorno dall’accoppiamento, ma le razze di taglia grande possono avere una gestazione più lunga rispetto a quelle piccole. Piccole modificazioni fisiologiche e psicologiche avvertono l’imminenza del parto: l’addome della cagna comincia a gonfiarsi, le mammelle si sviluppano e l’appetito diventa irregolare. L’animale poi a parte più calmo e cerca la compagnia del padrone. Uno dopo l’altro i cuccioli nasceranno e alla fine tutto verrà leccato e ripulito dalla neo-mamma. Dell’ avvenuto parto rimarrà solo una macchia umida con delle deboli tracce di sangue. I neonati, ripuliti e asciugati, saranno già in postazione, uno accanto all’ altro, impegnati a succhiare il latte. E’ difficile che una cagna abbia un solo piccolo, a meno che la cagna non appartenga a una razza nana o sia al primo parto.

Otto giorni prima della data presunta per il parto, palpando l’addome della cagna si possono sentire i piccoli che si muovono all’interno dell’utero. Le mammelle sono ancora più gonfie e premendole può uscire un po’ di colostro. Se si ha l’attenzione di misurare mattino e sera la temperatura rettale, nei giorni che precedono il parto, ad un certo punto si noterà un abbassamento di circa un grado, e questo fenomeno avviene a 48 ore di distanza dal parto. Da questo momento in poi la cagna diventa irrequieta, cerca un angolo dove isolarsi o incomincia a scavare una buca in giardino

Il parto vero e proprio inizia con contrazioni uterine, dapprima distanziate, poi sempre più frequenti e dolorose. Dopo alcune contrazioni, fuoriesce il primo cucciolo ancora avvolto nel sacco. Istintivamente la cagna libererà il cucciolo dal sacco in cui è cresciuto rompendone con i denti la debole parete, reciderà il cordone ombelicale ed ingoierà la placenta. Questa’ ultima ha grande importanza per la produzione del latte. Uno dopo l’altro i cuccioli nasceranno e alla fine tutto verrà leccato e ripulito dalla neo-mamma. Dell’ avvenuto parto rimarrà solo una macchia umida con delle deboli tracce di sangue. I neonati, ripuliti e asciugati, saranno già in postazione, uno accanto all’ altro, impegnati a succhiare il latte. E’ difficile che una cagna abbia un solo piccolo, a meno che la non appartenga a una razza nana o sia al primo parto: si deve dunque attendere l’espulsione degli altri cuccioli. Non esiste una regola sull’intervallo di tempo tra una nascita a l’altra, ma si ritiene che tutto vada regolarmente, se si succedono al ritmo di una ogni mezz’ora. Se l’intervallo supera l’ora bisogna stare attenti e, se si protrae ancora bisogna rivolgersi al veterinario.

Ma in mancanza di quest’ultimo o nell’impossibilità di un suo intervento, è necessario che il proprietario della cagna o la persona cui essa è più legata, sia in grado di individuare velocemente i problemi che si possono presentare e aiutarla tempestivamente. Se non si rompe subito il sacco amniotico il cucciolo rischia di inalare liquido amniotico e morire soffocato. Bisogna perciò lacerare il sacco con le mani e liberare da eventuali liquidi le narici del cucciolo, o tenendolo a testa in giù, o soffiando nelle narici delicatamente, cercando di farlo piangere. Se la mamma non è ancora in grado di occuparsi del cucciolo, bisogna sfregarlo delicatamente, asciugarlo e aiutarlo nei primi atti respiratori. Non è facile spiegare di quale entità debba essere lo sfregamento. I cuccioli che hanno bisogno di questa specie di rianimazione, sono anche i più lenti ad attaccarsi alla mammella ed a succhiare il primo latte, che è particolarmente importante. Anche in questa operazione vanno pazientemente aiutati a succhiare al più presto, perché solo nelle prime 24 ore gli anticorpi forniti dal colostro vengono assorbiti dalle pareti dell’intestino del cucciolo.

Anomalie del parto

Nella maggior parte dei casi la cagna partorisce senza difficoltà. In caso contrario il parto viene detto distocico, in opposizione al parto normale che è detto eutocico. La distocia può essere causata sia dalla madre che dal cucciolo: se riguarda la madre, può essere dovuta a vie genitali strette, a una cattiva dilatazione, a sforzi non efficaci; se dipende dal cucciolo, può essere causata dal fatto che è troppo grosso o che si trova in una posizione scorretta. Il veterinario deve decidere tra due soluzioni: l’estrazione forzata del nascituro, con le mani o con l’aiuto del forcipe, oppure il parto cesareo, che sicuramente dà maggiori garanzie di salvare sia la madre che la cucciolata.

Cure dopo il parto

Se il parto è stato normale, non ci sono particolari cure da prestare alla cagna, se non offrirle cibo e bevande, visto che potrebbe rifiutarsi di allontanarsi dai cuccioli. La cagna può presentare una certa inappetenza, dovuta all’ingestione degli involucri fetali. Questa ingestione è responsabile anche delle feci nere che la cagna produce per qualche giorno, e delle quali non ci si deve preoccupare.

Problemi di fecondazione

Sterilità

La sterilità intesa come capacità a procreare, può colpire sia il maschio che la femmina e può avere cause diverse, spesso difficili da diagnosticare. In genere il veterinario preferisce interrogare il padrone dell’animale, perché il più delle volte l’esame clinico non gli consente di scoprire alcuna anomalia.

Sterilità nel maschio

Gli esami da effettuare per verificare la sterilità del maschio, sono più semplici e quindi più efficaci di quelli della femmina. Infatti l’analisi del liquido spermatico consente di misurare la concentrazione degli spermatozoi, la loro mobilità ed eventualmente la percentuale di spermatozoi anormali.  L’anomalia di uno o più di questi elementi può turbare la fecondazione.

Sterilità della femmina

La cagna è fertile solo durante il calore e più precisamente al momento dell’estro (ovulazione). E’ quindi nel corso di questa fase che si consiglia di farla accoppiare a più riprese. Se la fertilità del maschio è provata, la femmina dovrebbe rimanere incinta. Se ciò non avviene, è probabile la presenza di un’anomalia nella cagna. Cause della sterilità possono essere una perturbazione del ciclo sessuale, un ostacolo puramente meccanico, un’infezione o un’iperplasia dell’utero.

Perturbazione del ciclo sessuale

Le manifestazioni sono differenti: l’anomalia può manifestarsi con l’assenza del ciclo, con un intervallo più breve o, più lungo tra i due cicli, sia con una durata anormale dell’estro. Il primo calore della cagna sopraggiunge in genere a partire dal settimo mese, ma la maturità sessuale si ritiene che venga raggiunta intorno ai due anni. Nella maggior parte dei casi le cagne hanno due cicli l’anno, ma possono anche averli ogni quattro o ogni nove mesi. E’ importante notare subito la regolarità o l’irregolarità degli intervalli tra un ciclo e l’altro, ed annotarle insieme alle date dei periodi di calore. Questi ultimi durano in genere ventuno giorni: il loro protrarsi spesso è causato da un’iperestrogenia legata ad una cisti ovarica.

Ostacolo meccanico

Anche se i cicli sono normali e la durata del calore è costante, può accadere che una cagna rifiuti categoricamente l’accoppiamento, sia per ragioni psicologiche, che per ragioni fisiche, spesso dovute ad una malformazione dell’apparato genitale (vulva o vagina), che impedisce al maschio di effettuare la monta e provoca dolori alla femmina.

Infezione

E’ difficile valutare l’incidenza dei batteri sulla funzione riproduttiva, perché la presenza degli stessi agenti infettivi può essere rilevata in cagne sia fertili che sterili. E’ questo il caso dei colibacilli, degli streptococchi e degli stafilococchi. Altri germi invece, come il Brucella canis o i virus erpetici, spesso sono responsabili di sterilità.

Iperplasia cistica dell’endometrio

In questo caso la proliferazione di cisti sulla parete interna dell’utero, impedisce all’uovo di annidarsi. Inoltre le cagne che soffrono di questa affezione, sono soggette ad un’altra affezione molto più grave: la piometra. In questo caso è necessario un intervento chirurgico per asportare utero ed ovaie.

Inseminazione artificiale

Per lungo tempo gli allevatori non hanno potuto risolvere i problemi di sterilità delle cagne, perché per problemi legati alla fisiologia canina, ma anche alle priorità della zootecnica, in questo campo la cinofilia ha accusato un certo ritardo.

Per quanto riguarda l’inseminazione artificiale, bisogna distinguere l’assistenza alla monta, con raccolta ed utilizzo dello sperma del riproduttore per inseminare la cagna, dall’inseminazione praticata con seme congelato.

L’assistenza alla monta

Essa è indicata in due casi: la pseudo frigidità e il rifiuto della monta. La pseudo frigidità si osserva quando la femmina ha dei cicli sessuali normali, ma che passano assolutamente inosservati (cicli muti), mentre sono visibili soltanto le lattazioni della pseudo gestazione (gravidanza nervosa).

Il rifiuto della monta può essere dovuto all’assenza di libido o a dei “falsi calori”. In certi casi è la conseguenza di un coito difficile, che può verificarsi in vari casi: quando il maschio è troppo giovane, quando la femmina è dominante, quando è troppo sottomessa (allora si corica a terre o fugge), in caso di malformazione dell’apparato genitale, o quando la femmina soffre di artrosi vertebrale o coxofemorale.

Utilizzo del seme congelato

A tutti i casi previsti nel paragrafo precedente, si possono aggiungere i casi di lontananza, o necessità di selezione della razza (quando viene conservato il seme di riproduttori eccezionali).

Sterilizzazione

Il problema della contraccezione nel mondo canino, può essere risolto in due modi: farmacologicamente o chirurgicamente.

Sterilizzazione farmacologia

Essa ha l’obiettivo di bloccare la sintesi di ormoni ipofisari che stimolano, nella femmina, la produzione di estrogeni (ormoni che provocano il calore) e la maturazione follicolare (che sbocca nell’ovulazione) e inducono, nel maschio, la spermatogenesi (processo che porta alla formazione degli spermatozoi) e la sintesi di androgeni dai testicoli.

Per bloccare questa sintesi nella femmina, si utilizzano il progesterone o degli steroidi ad attività androgena. Nel maschio può essere usato solo il progesterone. Queste sostanze, che hanno una efficacia prolungata (4/6 mesi), possono essere somministrate per via sottocutanea o intramuscolare. Nella femmina possono essere somministrate anche per via orale, ma la necessità dell’assunzione quotidiana, è spesso causa di insuccesso. Poi, prima di sottoporre la femmina a questo trattamento farmacologico, è necessario:

  • praticare alla cagna un esame clinico completo, perché ci sono delle controindicazioni: gestazione, infezione uterina, diabete;
  • somministrare il medicinale prima del calore, se si vuole prevenirlo;
  • intervenire prima del terzo giorno del prostro se si vuole interrompere il calore;
  • non utilizzare mai questo metodo sulle cagne impuberi;
  • non ricorrere a questo metodo contraccettivo se non in modo discontinuo e non per l’intera vita dell’animale.

Sterilizzazione chirurgica

Questo metodo, sempre più praticato, è irreversibile. Alla cagna può essere praticata o l’ovariectomia (asportazione delle ovaie) o la legatura delle tube o l’isterectomia (asportazione dell’utero). Per il maschio si può ricorrere sia alla castrazione (asportazione dei testicoli) sia alla vasectomia (resezione parziale dei canali deferenti).

L’ovariectomia, preferibilmente associata alla isterectomia, può provocare effetti secondari: obesità, perdita di pelo, incontinenza urinaria. Ma nella maggior parte dei casi, questi effetti possono essere curati.

La legatura delle tube è un intervento molto più semplice del precedente e la cagna conserva un comportamento sessuale normale e non presenta nessuno degli inconvenienti sopra citati.

Nel maschio la sterilizzazione avviene più frequentemente per castrazione. L’intervento è semplice e gli effetti secondari in genere si limitano ad un considerevole aumento di peso o all’apatia.

La vasectomia invece non ha conseguenze, e permette all’animale di avere un normale comportamento sessuale.