Riconoscere le urgenze

La maggior parte delle situazioni di emergenza si verificano nella vita casalinga.

 

Avvelenamenti da sostanze antiparassitarie, disinfettanti e topicidi, che il cane può trovare in casa o calpestare per strada e poi ingerire leccandosi le zampe. I sintomi sono: perdita di saliva (scialorrea), vomito e sintomi neurologici, quali tremori, nistagmo (cioè un velocissimo movimento laterale degli occhi) o convulsioni.

 

Bisogna prontamente intervenire anche in caso di “colpo di calore”, patologia gravissima e scioccante, frequente nel periodo caldo, quando i cani vengono lasciati imprudentemente nell’automobile posteggiata al sole, o comunque legati in posti assolati, senza possibilità di riparo all’ombra.

 

Sono da considerarsi urgenze anche le punture di insetti che, soprattutto al muso ed al naso, possono provocare nell’animale forti reazioni allergiche, che si diffondono velocemente a tutto il muso, dando al cane un aspetto “elefantino”, o addirittura progredire verso la gola e la laringe, causando disturbi respiratori anche molto gravi.

 

Le “spighette” presenti all’inizio dell’estate in tutti i campi, possono infilarsi nel condotto uditivo, e richiedono un intervento tempestivo, sia per alleviare il doloroso fastidio del cane, che scuote la testa in continuazione, sia per evitare che procedano più profondamente, col rischio che provochino lesioni alla membrana timpanica. Le stesse spighette possono entrare nell’occhio o nel naso, o addirittura introdursi tra i polpastrelli.

 

Attenzione anche alle fratture che, di per sé, nonostante il dolore che provocano, non sono pericolose, ma possono causare lesioni interne ed emorragie, nonché un forte stato di shock.

 

La torsione gastrica, cioè la rotazione più o meno completa dello stomaco sul proprio asse, frequente in certe razze, richiede un’assistenza chirurgica immediata. Lo stesso vale per l’ingestione di corpi estranei che, oltre al vomito irrefrenabile, possono provocare all’intestino lesioni anche mortali.

 

Una respirazione affannosa senza motivo, soprattutto se unita da insofferenza ed irrequietezza, può essere sintomo di gravi malattie cardiorespiratorie.

 

Altro sintomo allarmante sono le convulsioni, perché potrebbero essere causate da intossicazione o da danni cerebrali. Quando si tratta di convulsioni epilettiche, dopo la prima manifestazione, che ha richiesto l’intervento del veterinario, il padrone stesso sa già come comportarsi.

 

Qualsiasi lesione riguardi gli occhi, di origine traumatica o vascolare, richiede l’immediato intervento del veterinario, perché spesso la conservazione della vista dipende dalla velocità dell’intervento.

 

Qualunque di queste emergenze si verifichi, bisogna innanzitutto non perdere la calma e poi mettersi in contatto con il proprio veterinario o, in mancanza di quest’ultimo, con un centro veterinario di pronto soccorso. La telefonata inoltre consente anche a mettere in preallarme chi dovrà ricevere il cane infortunato.

 

Per trasportare il cane traumatizzato, bisogna cercare di nuocergli il meno possibile, adagiandolo sopra robuste coperte che possano fungere da barella.

 

Nei casi di emorragie esterne è necessario tamponare la ferita, metterci del ghiaccio e fare una stretta fasciatura prima del trasporto.

 

Nel caso di “colpo di calore” bisogna subito raffreddare il cane in qualsiasi modo, con stracci bagnati ed immersioni in acqua.

 

Per le punture di insetti, l’applicazione di ghiaccio sulla parte può rallentare l’evoluzione dell’edema.

 

Quando ci si trova di fronte a convulsioni, anche se di origine epilettica, è prudente avvolgere l’animale in una coperta, per proteggerlo da traumi secondari e facilitarne il trasporto.

 

Quando il cane è traumatizzato, è sconvolto non solo dal dolore, ma anche dall’ignoranza di ciò che gli sta accadendo. E’ quindi necessario che il padrone si mostri calmo, per trasmettere al cane un po’ di sicurezza ed aiutarlo a limitare lo stato di shock.

 

In caso di incidente traumatico capita spesso che il padrone si senta dire dal veterinario che è troppo presto per stabilire una prognosi, e la cosa non gli fa piacere. Ma è inevitabile. Infatti è necessario trattenere il cane in osservazione, per verificare se tutte le sue funzioni vitali siano ben conservate. Oltre alle funzioni cardiache e respiratorie, che possono essere valutate abbastanza velocemente, bisogna verificare l’integrità delle vie intestinali, urinarie, così come la funzione degli sfinteri.

 

In materia di patologia neurologica, il recupero funzionale può richiedere un certo tempo, una o due settimane, affinché si riassorbano gli edemi cerebrali.

 

La complessità dell’esame del cane politraumatizzato necessita di grande attenzione da parte del veterinario e di grande pazienza da parte del padrone.