Linguaggio e intelligenza - Parliamo di cani

Linguaggio e intelligenza

Linguaggio

Quando comunica con i suoi simili, il cane usa diversi mezzi d’espressione, che gli specialisti chiamano “canali di comunicazione”.

Il canale vocale

I cani utilizzano vari suoni per comunicare i propri stati emotivi e lo fanno molto precocemente. Appena neonati si fanno sentire rumorosamente per chiamare in aiuto la madre o per essere nutriti. Questo canale di comunicazione diminuisce con la crescita: il cane adulto infatti è meno loquace del cucciolo.

Solo alcune razze selezionate dall’uomo per scopi specifici, mantengono l’abitudine alla loquacità: i segugi per la caccia, i cani da slitta ed i cani da guardia.

Il canale olfattivo

L’olfatto dell’uomo è di gran lunga inferiore a quello del cane e nel tipo di vita che conduciamo ha ormai un’importanza secondaria. Nel cane invece, molti messaggi che riguardano il rango sociale, lo stato di ricettività genitale e forse, anche la muta d’origine, passano per questo canale. Così i “messaggi urinari” lasciati dai maschi, informano soprattutto del rango sociale di appartenenza del cane; in questo caso interviene anche il messaggio visivo, perché la posizione del deposito di urina è scelta perché sia ben vista dagli altri cani. Infatti i cani dominanti, fanno vere e proprie acrobazie per depositare l’urina quanto più in alto possibile.

Il canale visivo

Questo canale è adoperato soprattutto dal cane adulto, il quale unisce la mimica facciale alle posture. Il cucciolo invece non riesce ad utilizzarlo a pieno, perché, non avendo ancora completato lo sviluppo del sistema nervoso, non possiede un buon controllo del proprio corpo. Acquisirà questo controllo grazie ai giochi svolti con i fratellini.

L’apprendimento di questi due canali di comunicazione dura fino alla pubertà : da questo momento in poi i giovani cani dispongono di tute le informazioni necessarie per evitare scontri con i soggetti dominanti.

Mimica facciale e posture

Questi modi di comunicazione non verbale non sono sconosciuti all’uomo. Già Darwin descrisse il graduale manifestarsi delle emozioni nell’uomo e negli animali, ed è singolare osservare come l’uomo ed il cane usino a volte mimiche e posture simili per esprimere uguali stati emotivi.

Nel cane la mimica facciale associata alla postura del corpo segnala all’interlocutore lo stato emotivo del soggetto ed il suo rango sociale.

Nei soggetti dominanti il portamento eretto delle orecchie e la calma apparente del resto della faccia, sono gli elementi principali che esprimono la loro posizione elevata nella gerarchia dei cani. Nei soggetti di rango meno elevato si verificano in prevalenza movimenti degli angoli degli occhi e delle guance. Tuttavia, quando vengono aggrediti, anche i soggetti dominanti ricorrono a mimiche facciali, che coinvolgono però altri gruppi muscolari.

L’aggressività viene espressa mediante lo scoprimento dei canini, con la risalita degli angoli esterni delle palpebre, proiettando la testa in avanti e allargando le spalle. Queste stesse posture e mimiche si possono osservare anche in un automobilista adirato, perché bloccato nel traffico.

Tra uomo e cane, che stabiliscono spesso ed in fretta profondi legami affettivi, c’è anche un modellamento reciproco degli atteggiamenti e dei comportamenti.

Questo fenomeno, descritto da Hediger, è chiamato “tendenza all’assimilazione”. E partendo da essa è stata sviluppata la teoria etologica dell’antropomorfismo, secondo la quale l’animale che viva a stretto contatto con l’uomo può adottare mimiche e posture simili a quelle dell’uomo; ma anche la teoria dello zoomorfismo, quando è l’uomo ad assumere atteggiamenti simili a quelli dell’animale col quale vive.

Intelligenza

Se la capacità di adattarsi facilmente a situazioni nuove denota intelligenza, il cane è sicuramente molto dotato. Lo testimonia la storia del suo addomesticamento e la sua abilità a risolvere i problemi legati alla vita di tutti i giorni. Tutti i cani sono in grado di salire le scale, di aprire una porta e di spingerla, di ritrovare la strada di casa. Così come qualsiasi cane è in grado di risolvere un test di orientamento piuttosto completo Il cane è capace anche di usare le zampe per avvicinare a sé gli oggetti e la maggior parte dei cani riesce a tirare una corda per impossessarsi di ciò che desidera.

Nel cane, come nell’uomo, una parte dell’intelligenza è innata, un’altra è acquisita, anche se non è possibile separare con una certa approssimazione queste due parti. Il cane apprende molto rapidamente ad associare certi segnali ad informazioni gradite o sgradite. Così il tintinnio della chiavi, che in genere annuncia l’uscita, lo farà saltare di gioia, anche se il padrone non si appresta ad uscire. Questo riflesso condizionato è stato spiegato molto bene nei suoi studi, dal premio Nobel russo Pavlov(1849-1936), che ha dimostrato come l’acquisizione dei riflessi condizionati, che all’inizio sono atti ragionati, diventi rapidamente un semplice automatismo.

Non è possibile affermare che alcune razze siano più o meno intelligenti di altre, ma piuttosto che una razza sia geneticamente più adatta di un’altra a svolgere un determinato compito.

E’ chiaro che lo sviluppo del potenziale intellettivo di un cane, è influenzato dalle condizioni ambientali. Un cucciolo costretto a vivere in isolamento, presenterà uno sviluppo ritardato rispetto ad un cucciolo che abbia avuto una vita relazionale più intensa. Pertanto l’educazione e l’ambiente in cui un cane vive, non rende il cane più intelligente, ma gli consente di sviluppare le sue potenzialità.