Alimentazione - Parliamo di cani

Alimentazione

Il compito di nutrire bene il proprio cane, non è dei più facili. E se i consigli e l’aiuto del veterinario sicuramente ci mettono in grado di preparargli una razione di cibo equilibrata, è pur vero che questo richiede tempo e denaro, binomio che non tutti i proprietari di cani possono permettersi.Da diversi decenni a questa parte esistono sul mercato prodotti alimentari per animali, già pronti e conservati, che risolvono in maniera egregia questo tipo di problema.Non a caso il loro consumo aumenta di anno in anno.

Gli alimenti umidi

L’alimento umido è quello che contiene un tasso di umidità superiore al 20%, sia che si tratti di alimenti completi o complementari, conservati, semiconservati, sotto forma di salsiccia, refrigerati o congelati.
Consumatori geli alimenti umidi sono soprattutto i cani di picola taglia. Oggigiorno, mentre le razze di grande taglia mantengono il proprio successo in virtù dei servizi che possono rendere, quelli di media taglia stanno perdendo terreno a favore dei più piccoli, i cosiddetti cani da compagnia, o quasi-gatti, i quali esigono dal loro padrone al momento dei pasti, la stessa attenzione dei felini. Bocconcini, polpettine, un cibo raffinato e più elaborato, legato alla personalità del cane e del padrone, ma necessariamente anche alla piccolezza del cane. Si tratta infatti, di cibi abbastanza costosi. Le case produttrici si stanno rivolgendo alla creazione di alimenti specifici per ciascuna razza.Perché l’alimento umido sia adoperato anche per le grandi taglie, è necessario svilupparlo in confezioni più voluminose ed anche più economiche.

Gli alimenti semi-umidi

Tra il cibo secco e le scatole, esiste un mercato intermedio, che si compone di cibi semi-secchi o semi-umidi.Si trovano anche cibi freschi, congelati o in salsiccia, prodotti dai macelli di volatili e dall’industria conserviera del pesce, che in tal modo utilizzano i loro sottoprodotti.

Gli alimenti secchi

Sono principalmente prodotti di estrusione di farine animali e vegetali e offrono grandi vantaggi di conservabilità per la migliore stabilità dei componenti e la facilità immagazzinamento.L’unico svantaggio che presentano rispetto agli umidi e semi-umidi, è la minore appetibilità.
Il maggior consumo di alimenti secchi interessa la fascia di cani di taglia media, grande e gigante. Al contrario i cani di piccola taglia, più esigenti in fatto di gusto, tendono a consumare cibo umido.
La maggiore o minore appetibilità degli alimenti secchi, è dovuta, oltre alle variabili soggettive di ciascun cane, alla diversa percentuale di grassi contenuta ed all’origine delle farine animali che li compongono. Queste ultime sono anche responsabili del grado di digeribilità e di assimilazione dell’alimento stesso.
I mangimi secchi sono presenti in commercio in vari tipi:

  1. I “puppy” sono proprio per i cuccioli, perché contengono maggiori percentuali di calcio, proteine e vitamine, che li aiutano a sviluppare la massa muscolare e scheletrica .
  2. I “premium” hanno un alto contenuto proteico (oltre il 25%) e sono indicati per i cani che svolgono un’intensa attività fisica (cani sportivi) e per le femmine in allattamento.
  3. I “regular” o “standard” (quota proteica dal 22 al 25%) per i cani che svolgono un’attività fisica media – normale e costituiscono quindi un mantenimento per il cane adulto;
  4. I “light” (a basso contenuto proteico, inferiore al 22%) per i cani giovani ma sedentari, che tendono quindi ad ingrassare, e per i cani anziani.

Cibo casalingo.

Ci sono poi molte persone che preferiscono nutrire il proprio cane con cibo preparato in casa. A questo proposito occorre dire due cose: il cibo preparato in casa difficilmente può essere completo come quello industriale e, siccome il padrone tende, come è naturale, a dare al cane qualche avanzo, difficilmente è altrettanto sano.

Detto questo, vediamo cosa deve contenere un pasto fatto in casa: proteine sotto forma di carne, pesce, uova o formaggio, verdure, cereali, pane secco, pasta o riso

Carne

La carne di bue è ottima per il suo elevato contenuto di ferro e di sostanze minerali. Meglio una carne mista che non quella eccessivamente magra. Carne tritata per i cuccioli ed a pezzi per il cane adulto. Sconsigliata la carne di maiale, sia cruda che cotta. Qualsiasi tipo di carne deve essere cotto per almeno due minuti.

Pesce

Anche il pesce contiene molte proteine ed anch’esso, come la carne, va mangiato cotto. Bisogna fare molta attenzione alle spine. Il pesce è un alimento particolarmente adatto ai cuccioli in crescita.

Ossa

Sono utili alla pulizia dei denti ed a rafforzare le mascelle. Bisogna fare attenzione a sceglierle con prudenza: quelle che si scheggiano possono essere pericolose. Sono da preferire le ossa di bue (in particolare quelle di ginocchia) oppure quelle di vitello.

Latte e derivati

Il latte è indispensabile per i cuccioli, perché contiene moltissimo calcio. Tuttavia esso va smesso dopo lo svezzamento, perché i cani perdono assai presto l’enzima intestinale che consente di digerire il lattosio.

Uova

Può mangiarle sia cotte che crude, tre o quattro volte a settimana.

Cereali

Indispensabili nella razione quotidiana di cibo, perché contengono proteine, vitamine, grassi e minerali. Se si servono sotto forma di riso o pasta, devono essere ben cotti. I fiocchi di mais, avena e segale sono facilmente digeribili ed apportano molte calorie.

Frutta e verdura

Le verdure contengono molte vitamine e quindi sono necessarie. Bisogna farle cuocere bene, ma con poca acqua, perché con l’ebollizione cedono all’acqua gran parte delle vitamine. L’ideale sarebbe cuocere la pasta o il riso nelle stessa acqua, così da conservare tutto il valore nutritivo dell’alimento. Sono da evitare le verdure ricche di acido ossalico (spinaci, bietole, cicorie e lattuga), perché vengono digerite con difficoltà e predispongono l’apparato urinario alla comparsa di calcoli. Il cane può mangiare tutta la frutta che gli piace.

Vietati nella maniera più assoluta dolci e cibi piccanti: per il cane, che ha un apparato digerente diverso dal nostro, essi sono molto nocivi.

Norme fondamentali per nutrire il cane senza errori

Alimenti completi o complementari

Che si adoperino alimenti in scatola, o alimenti secchi, è necessario innanzitutto fare una distinzione tra quelli definiti “completi” e quelli definiti “complementari”. I primi possono essere somministrati così come sono e non richiedono nessun altro apporto per il nutrimento del cane. Sull’imballaggio appare obbligatoriamente la dicitura ” alimento completo”.

I secondi si dividono in due categorie:

  • quelli della prima categoria sostituiscono la carne e si presentano per lo più in scatola, come salame da tagliare o in altre forme. Per somministrare al cane una razione equilibrata, ad essi vanno aggiunti riso o pasta e verdure, talvolta anche un complemento minerale e vitaminico.
  • quelli della seconda categoria sostituiscono le verdure ed il riso e sono per lo più in commercio sotto forma secca da reidratare. Per ottenere una razione completa, bisogna aggiungervi della carne.

Anche in questo caso è obbligatorio che sull’imballaggio sia scritto “alimento complementare”.

Non dare ossa al cane

Spesso si danno ossa al cane, ritenendo di fornirgli la quantità sufficiente di calcio e dei minerali indispensabili al suo equilibrio. Per prima cosa è necessario sapere che il calcio così ingerito viene utilizzato solo in minima parte e l’animale ne trae scarso vantaggio.

Ma, soprattutto, se le ossa sono di piccole dimensioni (pollo, coniglio, maiale, agnello) o, seppur grandi, il cane è a sua volta tanto grande da frantumarle e scheggiarle comunque, bisogna fare molta attenzione, perché le schegge appuntite potrebbero non solo irritare, ma perforare lo stomaco, provocando vomito ed emorragie. Se poi le ossa non sono dure, ma friabili, l’animale le rosicchia e le inghiotte a piccoli pezzi, che tendono ad ammassarsi nell’intestino, provocando stitichezza o addirittura occlusione.

Perciò, se volete fornire calcio al vostro cane, dategli i preparati veterinari a base di sali minerali e di vitamine. Se invece volete distrarlo, o consentirgli di farsi i denti rosicchiando, dategli un osso di pelle di bufalo, che ha due vantaggi: se ingerito accidentalmente, verrà sciolto dai succhi gastrici dell’animale; e poi non logora i denti.

Saper leggere le etichette

Bisogna sempre leggere con attenzione le etichette e le modalità di somministrazione dei cibi conservati, perché le quantità da somministrare variano da una marca all’altra, se non addirittura da una varietà all’altra.

Se si ha l’abitudine di dare al proprio cane 400 grammi della marca “X” e si cambia in favore della marca “Y”, è molto probabile che, per apporti uguali, questo peso debba essere aumentato o ridotto, poiché il nuovo alimento può essere più o meno concentrato, senza per questo essere squilibrato.

Come distribuire i pasti nel corso della giornata

Il punto di partenza è calcolare bene quale sia il fabbisogno giornaliero del cane, in base all’età, alle condizioni di salute ed al lavoro che svolge. Questa quantità non dovrà essere né aumentata né diminuita, quali che siano il numero e l’ora dei pasti.

In genere, per un cane svezzato, si raccomandano tre pasti al giorno fino all’età di sei mesi, due fino ad un anno e uno solo dopo. Tuttavia, se il cane vomita del succo gastrico(giallo), lontano dal pasto o subito prima, si avrà cura di fornire ogni giorno all’animale due pasti ben distanziati.

Dosare bene il calcio

Ogni mancanza di calcio determina fragilità ossea e danni nell’accrescimento dello scheletro. Anche il calcio eccessivo fa male, perché impedisce l’assorbimento di altri elementi e può impedire il corretto funzionamento dei reni. Se nutrite il vostro animale con cibi conservati, è probabile che il calcio in essi contenuto sia la quantità necessaria. Tuttavia la cosa migliore è quella di chiedere al veterinario.

Si può dare zucchero al cane?

La credenza popolare vuole che lo zucchero provochi nel cane il pianto e le carie. Ma non è affatto vero, tanto più che nei cani le carie non esistono. Piuttosto, se lo zucchero si aggiunge ad una dieta già adeguata, può causare obesità.

Il latte è sempre tollerato?

Alcuni cani non digeriscono bene il latte, che causa loro la diarrea. Questa intolleranza digestiva è causata dal lattosio (glucide contenuto nel latte) e non dalla crema. Ogni tipo di latte ne contiene, sia esso intero, semi scremato o scremato, per cui variarlo non risolve il problema. La digestione del latte avviene ad opera della lattasi, un enzima presente nel cane giovane che beve latte, ma che alcuni soggetti in seguito non producono più. Questi animali non riescono più a digerire il latte ed è necessario escluderlo dalla loro dieta. Può accadere che, continuando a somministrare al cane piccole quantità di latte, esso non perda con gli anni la capacità di produrre lattasi.

Regimi alimentari particolari

L’alimentazione del cane obeso

Il cane che superi il proprio peso ideale del 15%, è un cane obeso. Attualmente in Italia, i cani obesi coprono una percentuale tra il 24 ed il 40%. Secondo uno studio inglese, ci sarebbero razze predisposte all’obesità: Labrador, Collie, Cocker, Bassotti, Bearle, Cair-Terrier, West-Highland-White-Terrier, Terrier Scozzesi e Basest-Hound. Sarebbero maggiormente esposte le femmine, ma anche i maschi castrati ed i cani anziani per la diminuita attività fisica.

Motivo principale dell’obesità è un’alimentazione squilibrata ed eccessivamente ricca di grassi e di zuccheri. Sono pericolosi soprattutto i bocconi dati a tavola, perché vanno ad aggiungersi ad una razione giornaliera già adeguata.

A parte l’aspetto estetico, l’obesità comporta dei rischi reali. La prima cosa che deve allarmare il padrone, è il fatto che il cane passi molto tempo a dormire. Ma si possono verificare turbe osteo-articolari, un sovraccarico epatico con complicazioni cutanee, rallentamento del ciclo digestivo, stanchezza cardiaca e respiratoria, maggiore esposizione alle malattie e riduzione della durata media della vita.

La restrizione alimentare è la cura essenziale per la diminuzione del peso. Ed è necessario che il padrone rimanga fermo ed inflessibile di fronte alle moltiplicate manifestazioni del proprio cane.

La dieta richiede che il cane mangi soltanto il 60% del suo fabbisogno normale, meglio se distribuito in più pasti.

Esistono degli alimenti dietetici preparati appositamente, che sono poveri di calorie, ma ricchi di fibre, per dare l’impressione di sazietà, poveri di grassi ma equilibrati in proteine, minerali e vitamine. Si tratta di alimenti in commercio già da svariati anni, in grado di supportare la terapia di alcune patologie.

Intanto va detto che il numero di proprietari di cani che apprezzano la praticità degli alimenti dietetici è in continuo aumento. I sondaggi, oggi tanto di moda in altri campi, dicono che più del 90% dei proprietari di cani giudica l’alimentazione corretta la base della salute del proprio cane, ed il 60%è disponibile a chiedere ed a seguire il consiglio al veterinario su questo argomento.

Se ci sono molte patologie determinate da errori di alimentazione, così ce ne sono altrettante che traggono grande miglioramento, se non addirittura la guarigione, da una dieta appropriata.

Quando il cane deve seguire una dieta particolare, è molto difficile confezionarla in maniera casalinga. E’ decisamente più semplice ricorrere ai mangimi dietetici industriali, che sono in commercio così numerosi e specifici, da soddisfare qualsiasi esigenza.

Tutte le grandi case produttrici di mangimi per cani infatti, hanno affiancato alla linea alimentare tradizionale, una linea dietetica articolata in diversi prodotti, ciascuno dei quali adatto ad una particolare patologia. Il padrone deve sapere che questa dieta metterà entrambi a dura prova, perché l’animale manifesta spesso la sua fame e perché le perdite di peso saranno molto lente. Visto l’impegno e la fermezza che gli vengono richiesti, se anch’egli ha necessità di smaltire qualche chilo, sarebbe l’occasione giusta.

L’alimentazione del cane sportivo

Non è facile determinare il dispendio energetico del cane che pratica attività sportiva, anche perché esso dipende dalla continuità dello sforzo, se è continuo, quotidiano o episodico, se si tratta di un cane da sport o da lavoro specifico.

Il lavoro muscolare provoca un grande consumo di energie, che varia in base alla razza, al lavoro, alle condizioni climatiche in cui viene svolto. Non si può quindi generalizzare.

Un Levriero da corsa, il cui sforzo è intenso ma breve, avrà bisogno di elementi in grado si liberare energia prontamente utilizzabile (zuccheri). Il cane da caccia o da slitta, il cui sforzo è prolungato, ha bisogno di alimenti che gli forniscano un’energia immagazzinabile (grassi).

Il fabbisogno proteico invece, varia poco con l’attività muscolare, a meno che l’animale non rientri al lavoro o all’allenamento dopo un periodo di stasi ed abbia quindi bisogno di “ristrutturare parte della massa muscolare.

Anche in questo caso esistono in commercio prodotti studiati e bilanciati in maniera specifica per le varie attività.

Nel cane da caccia che lavora in maniera prolungata, può verificarsi un’isteria, che è l’equivalente della “crisi di fame” dell’uomo sportivo, e corrisponde ad un esaurimento delle riserve energetiche del fegato. Ciò si verifica quando regimi ricchi di glucidi (pane e cereali cotti) sono somministrati in modo continuo e non viene effettuato un corretto allenamento preliminare. In questo caso bisogna dare subito al cane zollette di zucchero. Per prevenire questo disturbo, nelle ore precedenti lo sforzo l’animale dovrà assumere zuccheri a lento rilascio energetico o alimenti grassi, e facendolo bere prima dello sforzo.

L’alimentazione della femmina durante la gravidanza e l’allattamento.

Le necessità alimentari della femmina, variano molto nel periodo della gestazione e dell’allattamento. Alcuni esperti ritengono che arricchendo la dieta della cagna, soprattutto dal punto di vista proteico, ne periodo del calore, possa migliorarne l’ovulazione aumentando il numero dei cuccioli.  All’inizio della gravidanza si ritorna ad un’alimentazione normale, per evitare che la femmina ingrassi troppo. Al secondo mese si aumentano gli apporti alimentari, perché è il periodo in cui i feti si sviluppano particolarmente. Mano a mano che i feti crescono ed occupano più spazio, l’appetito della femmina diminuisce e c’è il rischio che a fine gravidanza dimagrisca. E’ necessario allora somministrarle alimenti ricchi di proteine e molto energetici, da distribuire in due pasti giornalieri, che aumentano il vigore dei cuccioli e preparano la madre all’allattamento.

Nel corso delle prime tre settimane di allattamento la razione alimentare quotidiana della madre deve progressivamente aumentare, sino a raggiungere il triplo del quantitativo normale. Si useranno alimenti ad alto valore energetico e proteinico e ricchi anche di materie grasse, allo scopo di non far perdere all’animale più del 10% del suo peso. Una volta svezzati i cuccioli, si fa stare l madre digiuna per ventiquattro ore, allo scopo di favorire il termine della secrezione lattea, che la affatica ormai inutilmente e può causarle mastite. In seguito si riprende a poco a poco l’alimentazione normale.

L’alimentazione del cane anziano

Il cane anziano non necessariamente ha problemi alimentari. Un cane di tredici anni, nel quale il veterinario non abbia rilevato alcun disturbo, può tranquillamente mangiare la propria razione equilibrata. E’ chiaro che, in presenza di problemi di salute, l’età avanzata costituisce un’aggravante e l’alimentazione può avere un ruolo importante, non solo nel migliorare l’evoluzione della patologia, ma anche nel prevenirla.

L’alimentazione del cucciolo

l periodo che va dalla nascita allo svezzamento è importantissimo per il cucciolo e per la sua futura vita da adulto. Naturalmente tutto ha inizio con il parto.

In genere la cagna nel parto è autosufficiente ed in grado di espletare la rottura dei sacchi amniotici, il taglio del cordone ombelicale, il leccamento dei cuccioli (che serve per asciugarli, ma anche per massaggiarli e stimolare la respirazione), e spingerli verso le proprie mammelle.

Poi mangerà tutti gli invogli fetali e le placente, perché il loro odore non attiri predatori in un momento così vulnerabile per la cucciolata. Ma non sempre tutto fila liscio ed è bene che il padrone o l’allevatore sappia cosa fare per aiutarla. Bisogna rompere subito il sacco amniotico con le mani e liberare le narici del cucciolo dai residui di liquido, o tenendolo a testa in giù, o soffiando delicatamente nelle narici, cercando di farlo piangere.

Poi sfregarlo delicatamente per fargli iniziare la respirazione. I cuccioli più lenti nel rianimarsi, lo saranno anche nel succhiare, perciò sarà necessario aiutarli. Il primo latte secreto dalla cagna, il colostro, è importante perché contiene una grande quantità di anticorpi materni, che, trasmessi ai cuccioli, danno loro l’immunità necessaria per superare eventuali infezioni nei primi giorni di vita. Il colostro devono consumarlo al più presto, perché solo nelle prime 24 ore gli anticorpi vengono assorbiti dalle pareti dell’intestino del cucciolo.

Se la cagna ha il latte ed il cucciolo si attacca, non c’è bisogno d’altro. Può capitare però di dover ricorrere all’allattamento artificiale, o perché la mamma perde il latte o perché il numero dei cuccioli è troppo elevato. In commercio esistono diversi tipi di latte artificiale pronti, in polvere o già diluiti. All’inizio il latte va somministrato col biberon ogni due o tre ore, e dopo la prima settimana si incomincia ad allungare tale intervallo, fino ad arrivare a 4 pasti giornalieri verso i 30-35 giorni, quando inizia lo svezzamento. Anche lo svezzamento deve essere progressivo, sia che si opti per una dieta tradizionale a base di carne, cereali e verdure, sia che si opti per il cibo confezionato industriale. Inizialmente il cibo verrà frullato, e via via diventerà sempre più denso, fino ad arrivare ai due mesi d’età, quando il cucciolo sarà in grado di mangiare normalmente.