Prove di lavoro - Parliamo di cani

Prove di lavoro

Prove di caccia per cani da muta

Sono numerose le razze di cani da muta, ciascuna delle quali ha attitudini particolari per uno o più tipi di selvaggina. Non in Italia, ma in alcuni paesi europei, sono state organizzate delle prove generali di caccia, che hanno grande successo. E’ quindi interessante sapere di che si tratta, prendendo come esempio la Francia.

Organizzazione delle prove

Possono partecipare a tali prove tutte le razze del 6° gruppo, ma, per la Coppa di Francia, ciascuna prova è aperta solo ad alcune razze. Scopo di queste prove è quello di mettere in luce le capacità di caccia dei cani partecipanti, di rilasciare dei brevetti di caccia e di valorizzare i riproduttori che abbiano dimostrato le proprie qualità.

Ci sono due categorie di prove: quella della caccia in muta e quella della caccia al tiro col fucile.

La prima è riservata ad equipaggi che abbiano un permesso e siano affiliati all’Associazione francese degli equipaggi da caccia, AFEV. Può trattarsi di caccia in muta al capriolo, alla lepre, al cervo e al cinghiale.

La seconda è aperta solo a mute di questa specialità e può riguardare la lepre, il coniglio, il capriolo, la volpe o il cinghiale.

Queste prove sono organizzate dai club dei cani da muta affiliati alla SCC. Condizioni di iscrizione sono: l’appartenenza dei cani al 6° gruppo, l’iscrizione al LOF, il libretto di lavoro. Cani mordaci o colpiti da qualche malattia contagiosa, ma anche le cagne in calore, non sono ammessi alle prove. Tutti i cani partecipanti devono essere confermati e tatuati.

I gruppi di caccia variano per il numero dei cani e quello dei conduttori, a seconda della prova e del tipo di selvaggina, così come il tempo a disposizione per la prova.

Svolgimento delle prove

Il terreno di caccia deve essere naturale, è vietato lasciar andare la selvaggina. I cani dovranno trovare la pista e stanarla. Ogni cane sarà giudicato individualmente in base alle sue origini, alla sua conformazione, al fiuto ed alle sue qualità di voce.

I cani inoltre saranno esaminati dai giudici e premiati in funzione dello stile inerente alla loro razza e della loro prestazione del giorno, senza tener conto di eventuali risultati precedenti.

In qualsiasi momento della prova i giudici potranno invitare i proprietari a ritirare uno o più cani.

Si valuterà il coraggio del cane e la sua attitudine ad avvicinarsi ed a scovare la selvaggina.

Altri oggetti di giudizio saranno la capacità di cacciare in muta, la sicurezza della voce, l’obbedienza e la resistenza del cane. Saranno penalizzati i cani che hanno paura del colpo di fucile, che non seguono strettamente la pista, o che la abbandonano spesso o che abbaiano a sproposito.

Prove di lavoro per i segugi

Queste prove sono organizzate dalla Pro segugio, che è la società specializzata per queste razze di cani in Italia, insieme alle delegazioni, ai gruppi cinofili ed alla Federcaccia.

Le prove si dividono in diverse specialità e possono parteciparvi solo i cani che siano iscritti ai libri genealogici. La loro finalità è quella di evidenziare le doti dei cani allo scopo di migliorare qualitativamente le rispettive razze.

Le specialità

Lepre

Queste prove possono essere effettuate in qualsiasi periodo dell’anno, purché sul terreno non vi sia traccia di neve. I segugi possono lavorare in coppia o in muta, condotti da una persona o da due (muta).

Cinghiale

Anche in questo caso le prove possono essere effettuate sempre, purché non vi sia traccia di neve. Ad esse possono partecipare solo mute composte da 6 ad un massimo di 12 cani, guidati da due persone ed una terza di riserva.

Volpe

Queste prove mirano a creare una caccia specialistica, selezionando una corrente di sangue utile per tale impiego: Non è in palio il CAC e sono riservate a coppie ed a mute.

Capriolo

Anche queste prove hanno come scopo quello di selezionare un cane adatto a questo tipo di caccia. Sono riservate a coppie ed a mute, e non mettono in palio il CAC.

Difetti che comportano la squalifica:

  • non segnalare la traccia con vocalizzi;
  • prendere la traccia alla rovescia;
  • abbandonare la traccia;
  • indugiare sulla selvaggina alata o su animali roditori che non siano conigli;
  • passare dalla traccia di una lepre a un’altra o addirittura di altri animali;
  • non essere ubbidienti al conduttore;

Se si tratta di una muta, la squalifica di uno o più soggetti non comporta la squalifica della muta, tuttavia condiziona negativamente la qualifica e la classifica finale.

Prove di lavoro per razze da ferma

Finalità di queste prove è quella di evidenziare e valorizzare i soggetti che posseggano le qualità naturali tipiche delle razze da ferma.

Le prove riconosciute dall’ENCI per i cani da ferma

  • prove a grande cerca su starne per cani di razza inglese
  • prove classiche su starne per cani di razza inglese
  • prove di caccia su selvaggina naturale per cani di tutte le razze: prove di caccia su starne prove di caccia su tutta la selvaggina naturale con o senza selvatico abbattuto
  • prove specialistiche di caccia per cani di tutte le razze: prove di caccia su beccaccini, prove di caccia su beccacce, prove di caccia su selvaggina di montagna
  • derby su starne per cani di tutte le razze
  • prove su quaglie di cattura per cani di tutte le razze
  • gare attitudinali su quaglie liberate per cani di tutte le razze.

A queste prove si aggiungono quelle riservate ai giovani, organizzate per i soggetti di età non superiore ai 30 mesi, che possono essere disputate su starne, su beccaccini e su quaglie di cattura.

Elenco delle prove

  • a grande cerca
  • classiche su starne per cani di razza inglese
  • su starne per cani di razze continentali
  • di caccia su beccaccini
  • su quaglie di cattura

Anche queste prove hanno lo scopo di valutare e mettere in luce le qualità naturali dei soggetti.

Le OAKS

Si tratta di prove classiche su starne per cani delle razze inglesi e prove di caccia su starne per cani delle razze continentali. La loro particolarità è che queste prove sono riservate alle sole femmine. L’ENCI infatti le organizza in primavera su starne ed in autunno su branchi, con lo scopo di facilitare l’affermazione delle cagne maggiormente dotate di stile e di qualità naturali.

Prove di caccia per spaniel

Queste prove sono riservate ai Cocker ed agli Sprinter e finalizzate a valutare i soggetti che abbiano eccellenti qualità naturali. La selezione serve soprattutto agli allevatori, che possono utilizzare i cani migliori nella riproduzione di soggetti che mantengano inalterate le caratteristiche venatorie della razza.

Regolamento nazionale

Queste prove si svolgono solo su selvaggina naturale e si distinguono in:

  • prove con selvatico abbattuto
  • prove con riporto a freddo.

I Cocker e gli Sprinter partecipano in categorie separate e dovranno essere iscritti al LOI o al LIR o ad un libro genealogico straniero riconosciuto.

Il giudice o la giuria plurima, dovranno tener conto di tantissimi aspetti:  dell’intelligenza dell’animale, dell’ampiezza della cerca, dell’andatura, della continuità dell’azione, della presa di pista e della prontezza nel risolvere, della correttezza al frullo, della correttezza al colpo di fucile, dell’attenzione all’esito della fucilata, della prontezza e decisione nell’individuare il punto di caduta del selvatico, della velocità e della delicatezza del riporto sia dall’asciutto che dall’acqua, della resistenza alla fatica, del coraggio nell’affrontare eventuali ostacoli.

I difetti che conducono all’eliminazione del soggetto

  • insufficienza di cerca
  • azione non impegnata (mancanza di passione)
  • andatura non in tipo
  • paura del colpo di fucile o del selvatico
  • fare ripetutamente levare la selvaggina oltre la portata del fucile del cacciatore
  • inseguimento del selvatico
  • disobbedienza
  • mancanza di olfatto
  • dare la voce insistentemente o comunque senza alcuna giustificazione
  • mancato riporto sia dall’asciutto che dall’acqua, anche su selvatico non lavorato dal cane, purché non abboccato da altri cani; il riporto a dente duro.

Inoltre è preferibile che i cani siano condotti al gesto, e richiami troppo frequenti a voce o col fischio, sono indice di disobbedienza. Il conduttore dovrà rimanere accanto al giudice ed attenersi alle sue direttive, sia nella fase di ricerca che in quella di riporto. Quest’ultimo dovrà essere eseguito senza interruzione e completato ai piedi del conduttore.

Un cane verrà classificato solo se avrà lavorato e scovato la selvaggina ed effettuato il riporto.

Il CON (Certificato qualità naturali) sarà rilasciato solo a quei soggetti che avranno dimostrato di possedere eccellenti capacità naturali, ma che non si sono potuti classificare per errori dovuti a scarsa preparazione e ad addestramento carente.

Regolamento internazionale

Le prove si svolgono con le stesse modalità del Regolamento nazionale ed uguali sono pure i criteri di valutazione. Per ottenere il CACIT (Certificato internazionale di attitudine al campionato di lavoro), il cane non deve aver commesso alcun errore grave. Anche qui il CON sarà assegnato ai soggetti che, pur avendo dimostrato eccellenti qualità naturali, siano incorsi in errore per insufficienza di addestramento.

Le prove di caccia in tana artificiale

Queste prove hanno due scopi: quello di formare soggetti capaci di cacciare sottoterra sia le volpi che i tassi, e quello di consentire agli allevatori la verifica della qualità del lavoro svolto, per mantenere intatte le caratteristiche venatorie richieste dalla razze da tana.

Gareggiano separatamente i soggetti giovani e quelli adulti, ma il criterio di giudizio è lo stesso.

Il campo delle prove deve essere appartato e recintato e possono accedervi solo il direttore di gara, il delegato dell’ENCI, i giudici ed il comitato organizzatore, nonché il concorrente di turno. Gli altri concorrenti ed il pubblico, dovranno rimanere fuori del recinto per non disturbare la prova. Tutti i cani concorrenti dovranno essere muniti del Libretto delle qualifiche rilasciato dall’ENCI, dove verrà riportato il risultato ottenuto.

La tana artificiale

E’ formata da una serie di cassoni di legno a forma di parallelepipedo, posti uno dietro l’altro. Non hanno pareti di fondo e sono provvisti di coperchi con cerniere, per poter essere aperti in caso di necessità. Queste le dimensioni della tana in centimetri: 18 di larghezza, 20 di altezza (dal suolo al coperchio) e una lunghezza che varia da un minimo di 15 ad un massimo di 20. I cassoni devono essere ancorati al terreno, perfettamente interrati e non devono consentire il passaggio della luce. Lungo questo condotto devono essere interrati almeno cinque cassoni di forma circolare, forni, con un diametro compreso tra i 40 ed i 50 cm, anch’essi muniti di coperchio a cerniera e di grate di ferro che servono a separarli dalla galleria, quando in uno di essi è racchiusa la volpe. Nei coperchi dei cassoni, infine, ci sono dei fori nei quali vengono inseriti rametti o ciuffi di paglia, il cui movimento consente al giudice di individuare la posizione degli animali.

Prova in tana vuota

Per l’esercizio l’animale ha a disposizione tre minuti. Alla chiamata del giudice il concorrente deve entrare spontaneamente nel condotto ed esplorarlo tutto senza dar segno di timore o di esitazione. Terminata l’esplorazione deve tornare indietro ed uscire spontaneamente dal tunnel.

Durante la prova il conduttore può incitare il cane, ma senza battere sui cassoni, rimanendo fermo all’ingresso della tana. Il cane non deve mai abbaiare, ma i piccoli gemiti dovuti all’eccitazione, non sono motivo di squalifica.

Prova in tana occupata

Dopo il lavoro in tana vuota, inizia quello in tana occupata. La volpe viene messa nel primo forno, il cane condotto all’ingresso. Al comando del giudice viene lasciato libero.

Esso deve entrare con decisione e raggiungere il primo forno. Avvertita la presenza della volpe, deve abbaiare continuamente e con cadenza per due minuti. Quindi la volpe, attraverso il sistema di aperture e chiusure di cui si è detto, sarà posizionata nel secondo forno. Sollevata la grata del primo forno, il cane potrà arrivare al secondo e qui si ripeterà quanto fatto al primo. Poi la volpe sarà posta in uno dei forni terminali, che sono volutamente distanti tra loro, ed il cane dovrà andare senza esitazione verso quello occupato ed abbaiare nuovamente per due minuti. A questo punto la volpe viene tolta dal forno e la prova ha termine.

Difetti gravi

Una partenza esitante e svogliata, l’interruzione nell’abbaiare, distrazioni su piste false, segni di paura o di disinteresse. Il cane sarà penalizzato anche se lavora indietreggiando dalla grata o se si posiziona lontano dalla grata stessa.

Vengono praticate anche prove in tana naturale, ma in Italia non sono ammesse.

Prove di lavoro per i retrievers

Retriever significa riportatore ed infatti questi cani sono specializzati nel ritrovare e riportare la selvaggina abbattuta.

Le prove di lavoro vengono organizzate per selezionare i soggetti migliori, quelli cioè che hanno un’abilità particolare nel ritrovamento e nel riporto, buon fiuto e iniziativa.

Le prove possono svolgersi in linea, in battuta, con traccia segnata ed in acqua.

Nessun cane potrà essere classificato senza superare una prova di riporto in acqua profonda.

Le qualità più importanti che il giudice dovrà valutare sono: la calma del soggetto, l’abilità nel ritrovare il selvatico, l’olfatto, l’abilità a seguire il selvatico ferito, la perseveranza, l’iniziativa, lo stile nel riportare in modo rapido e con presa morbida e nel consegnarla al conduttore.

Errori che comportano la squalifica: riportare il selvatico danneggiato, abbaiare, sfuggire al controllo del conduttore, rifiutarsi di entrare in acqua, essere aggressivo, aver paura dello sparo.

Errori gravi: quando il cane si allontana dal posto di propria iniziativa, non si arresta al comando del conduttore e non ritorna al suo posto, non ritrova il selvatico, manca di calma, lavora poco e senza voglia, ma anche il comportamento rumoroso dello stesso conduttore.

Qualifiche: Eccellente, Molto Buono, Buono, Abbastanza Buono. Per ottenere il CAC ed il CACIT il cane dovrà compiere un lavoro impeci abile ad altissimo livello.

Prove di lavoro per i cirnechi

Il Cirneco è una razza diffusa soprattutto in Sicilia e, pur essendo spesso impiegato anche nella caccia alla selvaggina da piuma, è particolarmente impiegato nella caccia al coniglio sui terreni lavici.

Le prove si svolgono solo su selvaggina naturale (conigli selvatici) e ad esse sono ammessi solo esemplari iscritti ai libri genealogici italiani e stranieri. Inoltre questi cani devono aver ottenuto almeno la qualifica di “Molto Buono” in un’esposizione di bellezza o in un raduno.

La prova viene svolta da un cane per volta, accompagnato da un solo conduttore, oppure in coppia: in questo caso sarà un punto di merito per ciascun cane, non aver disturbato il compagno.

Durante la prova il cane dovrà cacciare con voglia e con attenzione, esplorando il terreno con metodo ed intelligenza, e mantenendosi nel raggio di portata del fucile.

Deve cacciare a testa bassa e la coda deve avere un movimento naturale fino a quando il cane non sente l’emanazione della selvaggina: allora il movimento della coda si farà tanto più vivace, quanto più fresche sono le tracce.

Quando il cane trova la tana del selvatico, deve abbaiare.

E’ obbligatorio il riporto e tutta la gara dovrà svolgersi nel più rigoroso silenzio.

Il giudice dovrà considerare:

  • le particolari avversità naturali presentate dal terreno;
  • la profondità della tana nella quale si è rifugiato il selvatico;

I cani lavoreranno in turni della durata non inferiore ai dieci minuti, e dovranno lavorare il più possibile, perché se ne possa valutare la resistenza.

Punti di demerito:

  • prendere la traccia alla rovescia;
  • sostare troppo tempo durante la cerca.