Gruppi principali

Il cane da caccia è docile ed intelligente, in possesso di una naturale predisposizione al lavoro, gentile, amichevole e fiducioso.

Per esso il padrone cacciatore è tutto, e cercherà di aiutarlo compensandone i limiti fisici: la minore resistenza nel correre, nel nuotare e nell’arrampicarsi, il suo udito relativamente debole, la vista poco adatta alla luce bassa, l’olfatto quasi inesistente.

Le qualità del cane da caccia sono tali e tante, da indurre molte persone ad acquistarlo per farne un cane da compagnia. Niente di più sbagliato, perché, nonostante la dolcezza che mostra verso tutti i componenti della famiglia, il cane da caccia vive nel momento in cui gli si dà la possibilità di sfogare la sua passione. Bene quindi la vita in appartamento, ma che sia quello di un cacciatore!

L’ausilio di uno o più cani è determinante e talvolta indispensabile per il cacciatore, ed è sempre stato così. I cani da caccia sono oggi divisi in quattro categorie fondamentali, distinte a seconda delle loro caratteristiche di impiego: cani da riporto, cani da ferma, cani da cerca e cani da seguito. Di ciascuna categoria riportiamo solo alcuni esempi, rimandando per le altre notizie, al capitolo delle razze.

Cani da riporto

Tutti i cani dovrebbero essere in grado di recuperare e riportare al padrone la selvaggina, ma alcune razze sono specializzate in questo compito. Le più importanti sono tre: Labrador, Chesapeake Bay e Golden Retriever. Ma, sebbene siano degli Spaniel, anche l’American water spaniel e l’Irish water spaniel sono cani da riporto. Tutte queste razze furono create e sviluppate per recuperare e riportare la selvaggina palustre, ma negli ultimi anni il Labrador ed il Golden Retriever si sono dimostrati capaci di scovare e riportare anche altri tipi di selvatici.

Labrador retriever

Il Labrador è un cane da caccia ideale per tutta la selvaggina, ma è specializzato ne riporto di quella palustre. Robustissimo, resistente, dotato di una capacità di apprendere superiore a quella di molte razze, viene istruito alla perfezione da un addestratore professionista, o anche da persone meno esperte, sebbene a queste ultime occorra molto più tempo per avere gli stessi risultati.

Il Labrador è nero, bianco-giallo o cioccolata. Il suo carattere è dolce ed amichevole, particolarmente adatto alla compagnia dei bambini e molto affettuoso con tutta la famiglia. Di costituzione possente, pesa tra i 25 ed i 34 chilogrammi. Il pelo è relativamente corto, ma molto folto per difenderlo dal freddo; è anche oleoso, permettendogli così di rimanere asciutto anche quando nuota.

Golden retriever

Questa razza unisce uno straordinario aspetto fisico a doti che la fanno apprezzare sia da cacciatori di palude, che da quelli di selvatici terrestri. Se il Golden è meno resistente del Labrador e del Chesapeake Bay nel riporto della selvaggina palustre a stagione avanzata, è tuttavia eccellente per i selvatici terrestri. Il peso del Golden si aggira sui 27/34 chilogrammi, per un’altezza al garrese di 51 cm. Il pelo è più lungo di quello del Labrador ed il colore tende sempre al dorato, in varie sfumature. Sono cani che rispondono bene ad un addestramento basato sulla ripetitività, sulle blandizie e sull’affetto. I metodi duri hanno raramente come risultato un Golden bene addestrato, ma la sua eccessiva affettuosità a volte diventa quasi un difetto.

Chesapeake Bay retriever

Con le stesse dimensioni degli altri retriever, il Chesapeake Bay ha un manto unico: molto spesso, oleoso, corto con leggera arricciolatura, e sottopelo lanoso. Nessun’altra razza ha un manto altrettanto impermeabile. La pelle pende staccata dal corpo. Il pelo è bruno, con sfumature che vanno dal bruno scuro al color erba secca. Ed a differenza del Labrador e del Golden, che sono amichevoli e dolci anche con gli estranei, il Chesapeake li attacca e li scaccia. Questo cane è molto apprezzato dai cacciatori di palude, perché è in grado di riportare selvaggina anche dall’acqua ricoperta da uno strato di ghiaccio. Non è invece un valido ausiliare nel riportare selvaggina terrestre.

American Water spaniel

La razza presenta dimensioni minori rispetto agli altri retrive, pesando fra gli 121 e I 18 chilogrammi e misurando al garrese appena 41 cm. Il colore è fegato ed il manto unito e arricciolato. E’ di facile addestramento, perché obbediente e desideroso di compiacere, ed anche di facile cura per le dimensioni contenute. Il manto tende a raccogliere ricci ed anche i temibili forasacchi. L’American Water spaniel venne creato negli stati nord occidentali, per l’impiego in piccole imbarcazioni ed in canoe, dai cacciatori di palude e di lago di quelle regioni. Efficace nel riporto quanto le precedenti razze, non può competere con Labrador e Golden sotto il profilo della bellezza.

Irish Water spaniel

Si tratta di una razza a manto arricciolato creata in Irlanda e diffusasi in Inghilterra ed in Europa, molto prima di essere accettata negli Stati Uniti, perché resiste molto bene nelle peggiori condizioni climatiche. Pesa fra i 20 ed i 29 chilogrammi ed ha manto color fegato. La sua popolarità è diminuita negli ultimi anni, forse perché la caccia di palude ha oggi limiti precisi e perché altre razze sono molto più versatili.

Nozioni di addestramento

Il riporto non costituisce solo una pietra miliare nell’addestramento di un cane da caccia completo, ma permette al cacciatore di valutare se il cane ha l’istinto e la necessaria duttilità per meritare di procedere nell’addestramento. Non solo, ma anche di scoprire se egli stesso ha la pazienza ed il rapporto con il cucciolo necessari al successo dell’addestramento. Il modo con il quale il cucciolo risponde alle lezioni di riporto, permette di diagnosticare con ampio anticipo il maggiore o minore successo che la copia cacciatore-cane avrà nella sua attività sul terreno.

Esistono due sistemi per insegnare il riporto: quello per forza e quello per gioco. Entrambi hanno i loro sostenitori. L’addestramento per forza è ripetitivo e relativamente noioso, indubbiamente efficace, ma più adatto ad addestratori professionisti. L’addestramento per gioco è ugualmente ripetitivo, ma molto meno noioso, almeno nei primi stadi. Il successo degli addestratori dilettanti è assicurato nel novanta per cento dei casi.

Esso deve iniziare molto presto, fra le sette e le dodici settimane di età. E’ sufficiente una stanza dove restare soli con il cucciolo e un vecchio guanto, una calza annodata o un fazzoletto. Ma forse l’oggetto migliore è proprio un vecchio guanto di pelle, che non si attacca ai denti acuminati del cucciolo. Cominciate agitando il guanto davanti al muso del cucciolo per risvegliarne l’interesse; poi fatelo scorrere sul pavimento: il cucciolo lo seguirà e lo prenderà. Ripetete l’esercizio diverse volte al giorno, aumentando gradualmente la distanza e gettando infine il guanto per aria. Quando il cucciolo, Teddy, lo raccoglie, stando seduti sui talloni, chiamatelo dicendogli: Qui, Teddy, porta”. L’istinto lo indurrà a portare il guanto in un posto sicuro, come facevano i suoi avi con il cibo che trascinavano nelle tane. Se vi piazzate in modo da intercettarlo, gli inculcherete il riflesso di correre da voi ogni volta che ha qualcosa in bocca. Quando vi consegna il guanto, lodatelo. Attiratelo con la mano vicino a voi dicendo: “Dai!”. E’ probabile che il cucciolo si rifiuti di eseguire. Non scherzate e non ingaggiate con lui un tira e molla. Afferrate il guanto con la mano, introducete il pollice dell’altra nella bocca e premete il suo labbro inferiore contro i denti, quel tanto che basta perché il cucciolo apra la bocca per protestare, lasciando il guanto. Subito dopo giocate con lui. Ripetete la lezione non più di cinque sei volte al giorno, evitando di annoiarlo. Nel giro di un paio di settimane, il vostro cucciolo attenderà con ansia questo gioco di “prendi e porta”.

A circa sei mesi d’età, dipende dalla razza, il vostro cucciolo dovrebbe essere grande a sufficienza per riportare un fantoccio di stracci. In precedenza, come alternativa al guanto, avrete adoperato un paio di ali. Adesso fissate il fantoccio a queste ali: ciò abituerà il cucciolo a raccogliere le piume ed all’odore di selvatico.

A sei mesi, se il cucciolo non raccoglie e porta ciò che gli gettate, o almeno non fa qualche metro verso di voi, dovrete ricorrere ad un addestratore professionista.

Quando il cane ha imparato il riporto, il cacciatore deve fargli comprendere che lo sparo fa parte del divertimento insito nell’azione, in modo che il cane colleghi lo sparo con ciò che gli piace fare.

Cani da ferma

Queste razze derivano il loro nome dal modo in cui rispondono alla presenza del selvatico che hanno localizzato: si irrigidiscono, puntando con l’intero corpo verso il luogo dove il selvatico è nascosto, in attesa del segnale di far volare. Alcuni puntano con il corpo eretto, altri in posizione accucciata e comunque più bassa. Allo scopo di reperire la selvaggina, i cani da ferma vengono addestrati a battere sistematicamente il terreno, esplorando i campi e le macchie dove uccelli ed altra selvaggina possono essere nascosti. Sono ausiliari insostituibili per la caccia alle pernici, al fagiano, alla beccaccia, al beccaccino ed a qualsiasi altra specie di selvaggina che non fugga appena avverte il pericolo.

Bracco italiano

E’ forse il più antico cane da ferma europeo. Di dimensioni minori rispetto al passato, è un animale robusto, di conformazione armonica, con espressione seria e mite, docile e intelligente, ottimo cercatore, resistente ed adatto a qualsiasi tipo di caccia. Il Bracco italiano ha attraversato un periodo di decadenza, quando i cacciatori italiani gli preferirono le razze inglesi, perché capaci di battere terreni più estesi in un tempo minore. Ma in Italia, dove il terreno è misto, il Bracco italiano e lo Spinone, sono forse razze più idonee e utili. Il Bracco italiano incrocia vicino al cacciatore, è molto obbediente e riporta istintivamente.

Spinone italiano

E’ un cane solido, rustico e vigoroso. Caccia in tutte le stagioni e su tutti i terreni, ma è particolarmente adatto alle paludi ed ai boschi. Molto resistente alla fatica e buon nuotatore, è apprezzato per la perizia nel riporto e per il carattere socievole, docile e paziente. Lo Spinone ed il Bracco sono di facile addestramento ed entrambi si distinguono dalle razze inglesi sia nel modo di fermare la selvaggina, che nella struttura anatomica. Si potrebbe dire: più lenti e più intelligenti.

Pointer inglese

E’ considerato il classico cane inglese da ferma ed anche il suo atteggiamento appare aristocratico e freddo, al contrario del setter che è invece molto affettuoso. Una delle caratteristiche più evidenti del Pointer è l’avidità di cacciare, spinta a volte fino al difetto. Ciò lo rende difficile da addestrare e spesso lo spinge ad allontanarsi troppo dal fucile, per la smania di trovare la selvaggina. Tuttavia un buon addestratore riesce quasi sempre questa tendenza ad allontanarsi troppo. Un Pointer ben addestrato rimane assolutamente immobile sulla ferma, al frullo ed allo sparo, e riporta con delicatezza e molto bene.

Nozioni di addestramento

Non tutti i cacciatori sono d’accordo sugli aspetti tecnici di ciò che si può chiedere ad un cane da ferma, anzi esistono piccole divergenze anche sugli elementi fondamentali. Tuttavia tutti convengono che i cani da ferma devono cercare con cura i selvatici fuori portata del fucile, fermarli, restare immobili nella ferma almeno fino a quando il cacciatore è a tiro (o, di preferenza fino a quando egli stesso fa volare il selvatico) e, dopo lo sparo, recuperare e riportare l’uccello abbattuto. Le razze da ferma non possono essere iniziate in modo artificiale come quelle da cerca, la presenza di selvatici vivi è essenziale per la loro riuscita.

Se cacciate spesso in terreni ricchi di selvaggina e siete disposti a considerare la prima stagione di caccia del cucciolone come un periodo di addestramento, potrete ottenere un buon cane da ferma anche senza ricorrere a sistemi formali e meccanici. L’istinto alla ferma, nei cani di razza pura, deve essere sviluppato come quella al riporto nei cani da cerca. E’ quasi impossibile insegnare ad un cucciolo a fermare. Si deve però fargli capire che gli è richiesto di rimanere immobile sulla ferma sino a quando il selvatico vola o gli viene ordinato di farlo volare. Inoltre se il cacciatore spara soltanto ai volatili che lui stesso ha fatto volare, e rifiuta con costanza di sparare a quelli che il suo cane ha frullato avvicinandosi troppo o addirittura balzandogli addosso, il cane apprenderà presto a rimanere immobile sulla ferma, senza bisogno di ricorrere alla corda di ritenzione.

Per essere certi che un cane, a qualsiasi razza appartenga, cacci per voi, si mantenga in contatto una volta all’aperto e risponda ai vostri segnali vocali, meccanici o gestuali, è necessario che abbiate stabilito con lui un rapporto di amicizia e che sia uscito spesso con voi sin dalla più tenera età. Cominciate a portarlo fuori quando ha appena due mesi e ogni tanto nascondetevi, in modo che debba cercarvi. Il suo timore di restare solo lo abitua a tenervi d’occhio.

Cani da cerca (Spaniel)

Questi cani svolgono la loro azione vicino al cacciatore, incrociando rapidamente nei terreni coperti e trovando le emanazioni. Via via che le avvertono, la coda si muove sempre più velocemente, segnalando così al cacciatore che la comparsa del selvatico è imminente. Quando infatti l’emanazione diventa molto forte o vedono l’animale, si mettono a correre e lo inducono a rivelarsi.

In Inghilterra ed in Europa i cacciatori si aspettano che uno spaniel addestrato di buona genealogia, svolga un’azione egualmente valida sulla selvaggina da penna e quella da pelo. In America Settentrionale, al contrario, si preferisce che il cane si concentri sui volatili, temendo che perda la sua capacità di far frullare gli uccelli. Ma il cane da cerca non viene danneggiato dalla caccia ad entrambi i tipi di selvaggina ed è un vero peccato che molti proprietari di spaniel non lo comprendano.

English Springer spaniel

Forse la dote maggiore dello Sprinter è il fatto che può essere portato a caccia dopo un periodo di addestramento abbastanza breve. Quando si trova in una zona ricca di volatili, è più che capace di dimostrare che conosce gli elementi fondamentali della cerca. I soggetti da gare, devono al contrario venire addestrati come quelli di qualsiasi altra razza.

Gli Sprinter tendono d’istinto a cercare a portata di fucile e a battere il terreno con molta cura. Sono eccellenti riportatori, a volte anche senza addestramento preliminare. Sebbene il loro manto sia relativamente sottile e non consenta il lavoro nell’acqua in climi molto rigidi, sono ottimi recuperatori dall’acqua se la stagione non è troppo fredda. Gli Sprinter si addestrano rapidamente, rispondono bene agli incoraggiamenti e si intimidiscono ai rabbuffi. Trattandoli rudemente si ottiene solo di confonderli. Sono probabilmente i più giocherelloni ed affettuosi di tutti i cani da caccia, e così è possibile tenerli anche in famiglia, anche a contatto con i bambini. In campagna lo Sprinter è il cane ideale per il fagiano, ma tratta molto bene anche lepri, conigli, beccacce, beccaccini, pernici ed ogni altra specie di piccola selvaggina. Lo Sprinter è probabilmente l’unica razza da caccia adatta a tutti gli impieghi.

In Inghilterra ed in Europa i cacciatori si aspettano che uno spaniel addestrato di buona genealogia, svolga un’azione egualmente valida sulla selvaggina da penna e quella da pelo. In America Settentrionale, al contrario, si preferisce che il cane si concentri sui volatili, temendo che perda la sua capacità di far frullare gli uccelli. Ma il cane da cerca non viene danneggiato dalla caccia ad entrambi i tipi di selvaggina ed è un vero peccato che molti proprietari di spaniel non lo comprendano.

Nozioni di addestramento

Il sistema ideale per mostrare a un cuccioline in cosa consiste la caccia è di portarlo con sé in lunghe passeggiate in zone ricche di selvaggina, permettendo ai suoi istinti di liberarsi. Un sistema efficace per avviare il cane all’incontro con i selvatici, è quello di usare i fantocci del tipo che il cucciolo è abituato a riportare. Sistemate diversi di questi fantocci in un terreno coperto quando il cucciolo non vi guarda. Tale sistemazione deve essere effettuata ad una certa distanza dal vostro solito percorso, in modo che il cane non si abitui a seguire l’odore dei vostri piedi per trovare i fantocci. Poi sciogliete il cucciolo ad una ventina di metri dal primo, tenendolo in direzione del vento. Nessuno è ancora riuscito a spiegare il meccanismo dell’emanazione, e dunque siate pazienti anche quando il cucciolo passa accanto al fantoccio e non lo sente. Quando avverte il fantoccio correrà ad afferrarlo e a riportarvelo all’ordine “porta”. In fondo si tratta di un oggetto familiare che ha riportato per mesi. Al ritorno non siate parchi di lodi. Se lo vedette confuso, è perché non l’ha visto gettare, e potrebbe anche non riportarvelo. Un questo caso mettete il piede sotto il fantoccio e fatelo volare in aria. Poi allontanatevi da lui dicendogli “porta”. Novanta su cento vi seguirà con il fantoccio in bocca.

Cani da seguito

I cani da seguito inseguono la selvaggina basandosi sull’odore, e mentre alcuni sono specializzati nella velocità – i Foxhound inglesi, per esempio – altri corrono con maggiore resistenza Be- i Bearle, per esempio – e i cacciatori li seguono a piedi. La maggior parte raccoglie l’odore dal terreno e noon dall’aria, come fanno i cani da ferma, e quasi tutti abbaiano quando scattano all’inseguimento. Il numero delle razze da seguito è molto elevato, ma la maggior parte di esse non viene più usata per la caccia. Il Levriero Afgano è forse la più antica, e il Bloodhound la più nota, grazie alla pubblicità dei romanzi polizieschi. I Greyhound e i Wippet che cacciano a vista, sono ancora ampiamente impiegati in Inghilterra per inseguire le lepri, mentre gli Otterhound sono destinati a sopravvivere solo come cani da mostre, perché la caccia alla lontra è stata proibita in Inghilterra. Altre razze dà seguito sono i Dachsund, il Ridgback della Rhodesia, il Wolfhound irlandese, il Borzoi, il Cane da cervi scozzese, il Basenji.

Beagle

E’ il cane da seguito più diffuso in Inghilterra e negli Stati Uniti, sia come cane da compagnia che per la caccia. Il suo lavoro è ottimale in mute di due o tre coppie o più, ma il Bearle isolato è eccellente cane da caccia ai conigli, alle lepri e agli scoiattoli.

Basset

Oltre al Bearle il Basset è l’unica razza da seguito di grande importanza per il cacciatore moderno. Specialista nella caccia alla lepre e sebbene lento, molto più lento del Bearle, ha naso più acuto di qualsiasi altra razza da seguito ed è eccezionalmente perseverante.La lepre, anche se lo supera in velocità, non può sperare di far perdere le proprie tracce.

Foxhound inglese

Ciò che si chiede a questo cane è ben noto: battere le zone dove si ritiene vi sia una volpe, forzarla all’aperto e comunicare l’azione “dando voce”: un miscuglio di suoni che il cacciatore e gli inseguitori esperti sanno perfettamente interpretare. Poi, il Foxhound insegue la volpe per le campagne, continuando ad abbaiare e coprendo fino a 16 chilometri in un’ora.

Foxhound americano

Alcuni esperti affermano che nessuna razza supera il Foxhound americano nella caccia alla volpe e agli altri animali indigeni. Un tale cane da seguito deve possedere olfatto eccezionale, velocità, resistenza, voce sonora, intelligenza, capacità esplorative molto sviluppate, agilità che gli permetta di affrontare qualunque terreno, anche molto coperto, aggressività ed ardore nell’inseguimento della selvaggina, da solo o in muta. In complesso il Foxhound americano possiede un istinto alla caccia tanto sviluppato, da permettere loro di dedicarsi a ogni specie di selvatici.

Segugio italiano

Benché molto diffuso in Italia per l’eccezionale bravura nella caccia alla lepre, il Segugio italiano è rappresentato da pochi soggetti veramente tipici, a causa degli incroci indiscriminati praticati a lungo da cacciatori faciloni, ignari che le doti venatorie di un segugio sono strettamente in rapporto con la purezza del suo sangue. E’ un cane poco espansivo, ma vivace e coraggioso. La sua costruzione anatomica gli consente di seguire la lepre per un giorno intero, anche su terreni molto aspri. Caccia da solo o in muta con uguale avidità.

Nozioni di addestramento

I cani da seguito usati in America lavorano in modo diverso da quelli europei. In Inghilterra, ad esempio, i cani da seguito agiscono in muta e vengono adoperati per la caccia classica, vale a dire quella a cavallo, senza armi. In Scandinavia il cane da seguito viene impiegato isolato o in coppia, per seguire le tracce dell’alce europeo. In Italia i cani da seguito sono adoperati per spingere la lepre ed il coniglio verso il cacciatore in attesa.

Addestrare un cane da seguito a cacciare adeguatamente, richiede ben poca istruzione formale. Un buon cane da seguito è d’istinto sagace e indipendente, e acquista sufficiente esperienza andando a caccia. Qualsiasi cane da seguito di buona genealogia, ha in sé l’istinto all’inseguimento, e il miglior modo per addestrarlo, è quello di portarlo il più spesso possibile a caccia sella selvaggina per la quale si intende usarlo. Si tratta, in sostanza, solo di incoraggiare una tendenza naturale.

Un sistema antico, ma quasi infallibile di “iniziare” un cucciolo da seguito, è quello di portarlo fuori con cani esperti che “curano” una sola specie di selvaggina, cioè ignorano tutti gli animali, tranne quelli che sono stati addestrati a seguire. Per addestrare un cucciolo da seguito occorre solo un buon esempio da seguire, che sappia cosa si vuole da lui e lo esegua con decisione.

Due regole importanti nell’addestramento

Il numero dei successi nell’addestramento dei cani da caccia, sarebbe maggiore se si ricordassero due regole fondamentali:

  1. Non esiste un sistema per insegnare a un cane a cacciare. Il cane deve avere l’istinto della caccia perché valga la pena di addestrarlo: se gli fanno difetto l’istinto, il desiderio, l’olfatto, il cervello o la resistenza, nemmeno il migliore addestratore del mondo potrà farne un cane da caccia valido. Però, se è vero che il cane da caccia sa fin dalla nascita come si fa a trovare i selvatici, è altrettanto vero che questa sua capacità rimarrà inutilizzata, se non imparerà a fare in modo che la selvaggina si muova a tiro di fucile e, una volta abbattuta, a riportarla.
  2. E’ veramente raro che un cane risponda subito ai sistemi di addestramento. Esso apprende per mezzo della ripetitività, cioè facendo molte volte le stesse cose, in sedute di addestramento nel corso delle quali il comportamento corretto viene sempre premiato e quello scorretto costantemente punito. Anche i cani che afferrano subito, hanno bisogno di ripetere le azioni molte volte, perché il cacciatore abbia la certezza che a una data richiesta avrà sempre la stessa risposta.